Passaparola – Comunicato politico numero cinquantaquattro – Beppe Grillo

15 11 2012






Quant’è casta l’anti-Casta? (reloaded)

26 09 2012

In Italia viviamo tempi sempre più foschi.
Si fa più cupo il linguaggio della politica, che ormai si manifesta solo come incessante invettiva.
È l’era dei “moralisti d’accatto”, che fanno a gara per dimostrare l’ignominia altrui, senza curarsi della loro o quella di chi li circonda.
È tempo di sermoni e prediche, di nuovi e vecchi guru, di Cassandre o di Savonarola.
Nuovi roghi, che fanno di tutta un’erba un fascio (littorio?), rinnovate parole crociate (per il tono inquisitorio), da contrapporre agli avversari intesi come nemici da abbattere.
È anche l’epoca delle grandi ipocrisie, dell’anti-Casta, anch’essa Casta, che, a volte e nella migliore delle ipotesi, non puo’ dirsi più casta e pulita rispetto ai vizi e alle nefandezze altrui.
Sono tempi sempre più cupi.
Tempi di estrema confusione.
In questo osceno scenario si enfatizzano i toni di alcuni moralizzatori, che si presentano in veste politica o giornalistica.
Si tace su questioni che toccano, riguardano e rischiano d’inficiare, se indagati o resi noti, l’opera di questi presunti novelli Catone.
La cerchia degli “amici degli amici”, ovviamente, non si cura nè sogna di “far le pulci” a chi si erge a censore dell’altrui operato o condanna, senza possibile appello, il malvezzo di agire solo in nome e per conto di interessi privatissimi.
L’altra Casta, quella dei giornalisti, usi a obbedir tacendo, sempre compiacenti verso i vecchi o i nascenti poteri, se non caduti in disgrazia, nulla dicono sulla dichiarata purezza della rinascente Inquisizione.
Esistono, naturalmente, delle eccezioni.

— Omissis —





Garantismo o giustificazionismo?

5 10 2010

Costituzione Italiana: Art. 96 – Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.

Domani è prevista una nuova convocazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio per dar seguito all’esame di una domanda nei confronti del deputato Pietro Lunardi, ministro delle infrastrutture e trasporti pro tempore (proc. n. 1560/10 RGNR – Perugia) (Doc. IV-bis, n. 1) (rel. Castagnetti).

Un primo esame c’era stato il 22 settembre, il secondo il 29 settembre e domani il terzo appuntamento.

La vicenda vede coinvolti Lunardi e il cardinale Crescenzio Sepe, indagati per concorso in corruzione, e riguarda il presunto acquisto sottocosto da parte di una società (amministratore il figlio di Lunardi) di un immobile di Propaganda Fide, a Roma.

L’ipotesi è che l’allora ministro, in cambio di questo acquisto a buon mercato, avrebbe favorito la Congregazione affinchè accedesse ad un finanziamento “Arcus” di duemilioniemezzo di euro “in difetto dei presupposti”.

Nella Relazione, che accompagna gli atti dell’inchiesta, si sottolinea in particolare, anche sulla base di accertamenti della procura della Corte dei conti del Lazio, la “assoluta carenza dei presupposti per la concessione del finanziamento pubblico ‘Arcus’ alla ‘Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli o di Propaganda Fide’, sollecitato personalmente dal ministro Lunardi“.

Viene anche sottolineata la “sproporzione tra prezzo pagato e valore dell’immobile, acquistato dalla società immobiliare amministrata dal figlio del ministro Lunardi“.

Queste, in sintesi, le ipotesi formulate.

Naturalmente si ribadisce la piena innocenza sino ad accertamento della verità e sentenza definitiva.

La domanda è solo una: questa vicenda, sempre riferita a casette, è più o meno grave del recente tormentone estivo?

La richiesta di autorizzazione a procedere, avanzata alla Camera dal Tribunale dei ministri di Perugia, non ha trovato risposta.

Il Presidente Pierluigi Castagnetti ha  espresso parere favorevole alla concessione.

Il Pdl ha preso tempo, o meglio ha chiesto e ottenuto il rinvio al 6 ottobre prossimo.

Resta una memorabile intervista del ministro Lunardi.

Attendiamo di capire se domani si continuerà ad oscillare: un conto è il garantismo, altro l’eccessivo e, a volte, sfacciato giustificazionismo.

Il garantismo non può coincidere col mancato accertamento delle responsabilità e col sottrarsi al giusto processo da cui si può uscire casti, senza alcun timore o privilegi di casta, se si è certi della propria estraneità, della propria regolare condotta e della propria innocenza.