Quer (novo) pasticciaccio brutto de via Merulana

8 11 2012

Sul Corriere della Sera Sabrina Giannini riprende la ‘polemica’, ora giocata a distanza, sulla gestione patrimoniale realizzata da Antonio di Pietro.
In sintesi: secondo l’inchiesta della trasmissione Report il leader Idv avrebbe acquisito immobili con i fondi di un lascito destinato al suo partito o con soldi provenienti dai rimborsi elettorali.
La reazione del “votAntonio” nazionale, non dissimile rispetto a quella di altrettanto noti ed illustri connazionali (Berlusconi, Bossi, Scajola, Fini, Rutelli, solo per citare alcuni casi emblematici) è stata un pot-pourri di dichiarazioni già viste e sentite.
In un primo momento (quello dell’intervista), difronte alla richiesta di chiarimenti, ha dimostrato di non sapere, non ricordare, non riuscire a rispondere in maniera convincente e circostanziata: insomma un mix tra il ‘non so’, l’ormai celebre ‘a mia insaputa’ e il sempreverde ‘orrido complotto’ o la ‘scientifica opera di killeraggio politico/mediatico’.
Successivamente sul suo blog, al grido di ‘calunnie, solo calunnie‘, ha postato le risposte, accompagnate da una serie di documenti (a suo dire carta che canta).
Nell’articolo odierno la giornalista obietta che, quelle risposte e quella documentazione, risultano parziali e incomplete, rispetto alle contestazioni verbali rivolte allo stesso Di Pietro.
In tutta la vicenda sembrerebbe non esserci alcuna implicazione penalmente rilevante, ma sono le solite questioni, non marginali, strettamente attinenti all’etica e alla correttezza dei comportamenti, dirimenti sotto il profilo politico (come, peraltro, preteso in altre circostanze e per altri esponenti, anche dal noto moralizzatore).
L’autodifesa di Di Pietro ha evidenziato che si tratta di vecchie e datate questioni, già sollevate anni fa.
E’ vero.
Resta, però, inalterata la necessità di fugare, in via definitiva, quel sottinteso interrogativo che spinge ciascuno a chiedersi: quant’è casta l’Anti-Casta?
Probabilmente, questa ciclica richiesta di chiarimenti, è data da una permanente opacità derivante da quel ‘dualismo’, tra partito e associazione, adottato per la gestione della cassa, in ambito circoscritto a tre persone e protrattosi per ben nove anni.
Insomma, tutto questo sembra un continuum con la vicenda della lista Occhetto-Di Pietro (elezioni europe del 2004) quando, l’economista scomparso Paolo Sylos Labini, lo definì “un perfetto italiano...“.
O, ancora, quando Giulietto Chiesa, a proposito dei rimborsi successivi a quella campagna elettorale, constatò, amaramente, la piena appartenenza di Di Pietro come “un pezzo della Casta
L’ulteriore tassello, ripreso nell’articolo del Corriere, fa sempre riferimento ad un’altra vicenda “datata” e riguarda la presunta ristrutturazione di un appartamento con soldi pubblici e sulla cui autentica destinazione d’uso non esiste altrettanta chiarezza, nonostante la relativa risposta non sufficiente a chiarire la “liceità” di una fattura intestata all’Idv, certo di modesto importo, ma per una sede sociale che Donadi afferma non essere tale.
Insomma, e per concludere, tutto questo marasma è abbastanza intricato ed è chiaro che non possono bastare le reazioni di chi grida al complotto e, magari, pensa che, anche in questo caso, i molti nemici facciano molto onore.
L’onorevole Di Pietro, per cancellare questo tremendo equivoco su ciò che sembra diventata l’Italia dei (porta)valori e per difendere la sua onorabilità vulnerata, aderisca alla richiesta finale: renda nota tutta la movimentazione bancaria del partito-associazione dal 2001 ad oggi.

Post poesia

Er ministro novo
(Trilussa)

Guardelo quant’è bello! Dar saluto
pare che sia una vittima e che dica:
– Io veramente nun ciambivo mica;
è stato proprio el Re che l’ha voluto! –

Che faccia tosta, Dio lo benedica!
Mó dà la corpa ar Re, ma s’è saputo
quanto ha intrigato, quanto ha combattuto…
Je n’è costata poca de fatica!

Mó va gonfio, impettito, a panza avanti:
nun pare più, dar modo che cammina,
ch’ha dovuto inchinasse a tanti e tanti…

Inchini e inchini: ha fatto sempre un’arte!
Che novità sarà pe’ quela schina
de sentisse piegà dall’antra parte!





Chi è costui che si dà del costui?

10 10 2012

Tutti innocenti… sino a prova contraria.
Quant’è Casta l’anti-Casta?





Adveniunt barbari ad portas

29 09 2012

Liberthalia

A conclusione di un ciclo storico, il ventennio berlusconiano termina così com’era cominciato: una recessione economica devastante, sul vento dell’anti-politica che negli anni s’è trasformato in tempesta, con gli stessi problemi irrisolti di sempre nel frattempo deflagrati in cancro sociale, attraverso la farsa che anticipa e supera la tragedia.
Il Satyricon da basso impero che precede la calata dei barbari ne è solo il degno epilogo nel trionfo estremo del kitsch, al quale per almeno 6 lunghi lustri si sono uniformati i gusti ed i comportamenti dell’italiano medio, con un’indulgenza complice e spesso compiaciuta di una cosiddetta società (in)civile.
Se l’attuale crisi economica in corso ha un merito, è l’aver bloccato quella formidabile macchina del consenso, cessando di oliare gli ingranaggi di un meccanismo di redistribuzione sbagliata… La stessa che per decenni ha garantito la sopravvivenza di un sistema sostanzialmente corrotto, fondato com’era su flussi di denaro pubblico irrorati…

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