Giorgio Gaber (con tutto il rispetto che merita) in risposta a Grillo

11 03 2013

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La sindrome di Scilipoti

5 03 2013

ParlamentoUn po’ di tempo fa avevo scritto qualche considerazione sulle ceneri della democrazia rappresentativa.
La temibilissima sindrome di Scilipoti, che ha preventivamente colpito Grillo, ha reso d’attualità la necessità di riforma dell’art. 67 ed il non eletto extra-parlamentare, dopo il non statuto, la non associazione, il non governo, la non democrazia, oggi teorizza la più conveniente non Costituzione.
Tempo fa sosteneva, con ferma convinzione, l’esatto contrario.
Poco male, si può cambiare idea. Anzi, in questo caso, l’uomo medio dei nuovi media fa simpatia, in nome dell’elogio dell’incoerenza.
Però un conto è contemplare una norma che impedisca il cambio di casacca, altro è irreggimentare un’intera rappresentanza parlamentare.
Comprensibile la confusione di chi oscilla continuamente tra il desiderio di democrazia diretta e l’atteggiamento direttoriale nei confronti dei suoi (non nostri!) impiegati.
Sin qui, il continuo appellarsi ad un astratto modello basato sull’assidua compartecipazione e condivisione su qualsiasi scelta, risulta altalenante tra l’idea di rete e l’irretire.
L’ossessione di Ca$al€ggio e il suo A$$ociato, sempre più preoccupati della salvaguardia del loro direttorio, si è manifestata anche in occasione delle prime riunioni, in streaming (e sti cazzi!) ma a circuito chiuso, dei futuri gruppi parlamentari.
Qualsiasi ipotesi difforme dal monolitismo grillista proviene, sempre e comunque, da qualche infiltrato che tenta di sovvertire il verbo unico.
È noto che i grillisti – figli di analoghi ismi che hanno già attraversato la nostra e altrui storia – hanno sottoscritto uno strettissimo vincolo di mandato col re buffone, che ama esprimersi con l’arma del ruggito e del rogito.
È ridicolo e preoccupante che, ora, si manifesti tanta paura delle regole ancora vigenti, in base al dettato costituzionale.
Ma così vanno le cose…
So sprach Grillo und Casaleggio, eine Bewegung für Alle und Keinen.
(Si ringrazia google traduttore)





Le “Parlamentarie” degli ectoplasmi nel mese di frimaio (*)

4 12 2012

Calendrier-republicainL’armata rivoluzionaria, domestica del Grillo, è intenta, in queste ore, a “scegliere” (?) i candidati papabili per il posto di deputato o senatore (ma non appellateli così perché non vogliono!).
All’insegna del “niente regole, niente da rispettare, tutto da infrangere” restano ignote le dinamiche adottate per favorire la partecipazione, il modello di democrazia a cui ci si è ispirati, le garanzie sulla correttezza di questa determinante scelta, sulla regolarità del voto e del suo esito finale.
Ciò che appare chiaro è che, il convinto e tenace sostenitore della democrazia diretta e i suoi A$$ociati, hanno ridotto quest’occasione in un piacevole sollazzo, un momento ludico, un gioco di società circoscritto ad una ristretta cerchia di partecipanti. Una sorta di monopoli, nel cui contesto, ciascuno può “comprarsi” tre preferenze.
Un bellissimo divertissement che ha trascurato qualsiasi piccolo e inutile particolare, compreso il “chi controlla i controllori”.
Tutto alloggia misteriosamente e segretamente sui “server della gleba” del visionario Ca$aleggio, del suo miglior prodotto editoriale Grillo e del geniale nuovo brand politico sotto stretto dominio e controllo personal.
Così vanno e devono andare le cose secondo il Coluche in salsa italiana, sulla base della sua personalissima impronta digitale di democrazia totalmente liquefatta.
Fabio Chiusi sul suo blog, ha ripreso le “domande senza prevedibile risposta” e sta cercando di raccogliere, in un’opera che non risulterà omnia ma certamente meritoria, i video promozionali dei candidati a 5 stelle.
E’ un utile modo per capire chi sono questi presunti futuri parlamentari/ectoplasmi, che hanno accettato di sottostare, quasi con preventiva remissività dei servi, all’inesorabile mannaia censoria del bonapartismo di Grillo e degli A$$ociati.
Nella lettera/scrittura privata, sottoscritta dai candidati, il futuro viene totalmente demandato ai capricci e ai desiderata dell’unico e immarcescibile binomio. Un deus ex machina, pronto a irrompere sulla scena per dirimere qualsiasi questione cruciale, dirigere il movimento dei cloni o delle comparse e il regolare svolgimento della (loro) trama.
La sconvolgente novità del Mo’ Vi Mento proietta così gestione e vision ristretta della democrazia anche in sede istituzionale: ‘La costituzione di due “gruppi di comunicazione”, uno per la Camera e uno per il Senato, sarà definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri, al duplice fine di garantire una gestione professionale e coordinata di detta attività di comunicazione, nonchè di evitare una dispersione delle risorse per ciò disponibili. Ogni gruppo avrà un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del M5S e con il blog di Beppe Grillo. La concreta destinazione delle risorse del gruppo parlamentare ad una struttura di comunicazione a supporto delle attività di Camera e Senato su designazione di Beppe Grillo deve costituire oggetto di specifica previsione nello Statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovrà dotarsi per il suo funzionamento. E’ quindi necessaria l’assunzione di un esplicito e specifico impegno in tal senso da parte di ciascun singolo candidato del M5S al Parlamento prima delle votazioni per le liste elettorali con l’adesione formale a questo documento’. Rogito ergo sum.
I cittadini, innestati nelle istituzioni dalle sapienti mani di Grillo e Ca$aleggio, dovranno rispettare alcune elementari regole, secondo codice di comportamento, di cui riporto alcuni stralci:
I parlamentari sono tenuti al rispetto dello Statuto, riferito come “Non Statuto” (è il servo arbitrio delle regole in continuo divenire e scritte o interpretate, dal verbo unico, a seconda delle necessità)
Lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni e la partecipazione dei cittadini è il sito www.movimento5stelle.it (la sede sociale promana dal noto blob-blog-sfogatoio: la home page delle libertà)
Rotazione trimestrale capogruppo e portavoce Camera e Senato con persone sempre differenti, la scelta dei capogruppo sarà operata dai gruppi di Camera e Senato (proporrei anche l’anonimato e l’appello o l’identificazione per numero di matricola)
Evitare la partecipazione ai talk show televisivi (garantire l’invisibilità degli ectoplasmi senza voce e senza volto)
I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza (è l’irrisolta inquietudine nella scelta tra democrazia e gogna)
L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.
• Le persone eventuali di supporto ai parlamentari se previste per legge, per la loro attività non potranno superare un rimborso economico di 5 mila euro lordi mensili. (5+5 = 10mila lordi più benefit)
Per concludere: a Grillo e agli A$$ociati riconosco l’opera meritoria della creazione di nuovi posti di lavoro, lautamente retribuiti, ed anche quella di favorire tutto l’indotto del merchandising, degli assistenti e dei giornali che spulciano la morigeratezza altrui, senza andare troppo per il sottile sulle marginalissime questioni di democrazia dei nuovi politici di cui si rendono quotidianamente compiacenti accoliti. Marco Genuflesso Travaglio docet.

(*) Calendario rivoluzionario francese