La rete degli irretiti?

9 03 2013

coppia-altoparlanti-3-vie-16-165-cm-caos-unlimited-premium-800.jpg-1256788404C’è un attor comico che continua a vaneggiare su un’entità da lui considerata omogenea, possibilmente conforme al suo modo di pensare/vedere tutto il circostante, virtuale e reale (ma esiste una vera differenza?), denominata “la rete”.
Questo novello re buffone, in campagna elettorale, ha proclamato a gran voce la necessità di un’assiduo e imprescindibile referendum, non puramente consultivo, ma con potere decisionale, per ridurre il gap tra rappresentati e rappresentanti.
All’indomani del responso elettorale abbiamo, invece, sinora visto un’idea di democrazia diretta particolarmente timorosa davanti all’eventualità di appellarsi alla volontà popolare, sia dell’ancora non chiara base (di un’organizzazione pur sempre piramidale), sia del corpo elettorale che ha dimostrato consenso e fiducia.
In poche parole: la democrazia è diretta, da Grillo e da un ristretto conclave di A$$ociati. Ovvero è democrazia in diretta via streaming, a circuito chiuso e impermeabile.
Il nuovo fenomeno padronale, col suo brand in chiave politica, si è così trasfigurato da populista (nel senso migliore del termine, tanto caro a Dario Fo) a demagogo, capace di attrarre quella nebulosa ora illusa d’essere parte d’una rivoluzione epocale, dopo aver ossequiato le sacre sponde di diversa provenienza.
Come mai il Grillo (s)parlante di democrazia diretta, proprio in questa delicatissima fase, in occasione d’una scelta fondamentale sul futuro del suo movimento divenuto rappresentanza istituzionale, non ha il coraggio di assoggettarsi alla volontà di chi lo ha scelto, in attesa di soluzioni partecipate e condivise?
Perchè lasciarsi sfuggire l’opportunità di dimostrare che i proclami e le teorie pre-elettorali corrispondono in pieno alla prassi adottata in questa fase post-elettorale? (Laddove il post non è quello quasi quotidiano che campeggia, a mo’ d’editto, sulla sede home-page del movimento).
Perchè correre il rischio di “shiftare” dal movimento al mo’ vi mento?
Non ho possibili risposte da dare al posto di chi è chiamato a spiegare questo scostamento e quest’evidente contraddizione tra teoria e prassi della tanto invocata democrazia diretta.
So soltanto che le aspettative di alcuni amici, che hanno votato M5S, provenienti dal fronte d’una sinistra che non riconosce più alcun diritto di rappresentanza a chi è oramai valutato come troppo compromesso e compromissorio, nutrono – nel profondo d’un cuore collocato ancora nell’area d’origine – una certa delusione.
Quest’invito alla riflessione collettiva, non deve, non può e non vuole costituire nessuna forzatura o indebita ingerenza su scelte e decisioni che spettano e competono, in via esclusiva, al Movimento 5 stelle.
Si tratta d’un semplice, banalissimo richiamo alla coerenza, semprechè si abbia intenzione di dimostrarla.
C’è un tempo per la giusta e ragionevole contestazione e ce n’è un altro nel quale occorre individuare possibili interlocutori.
C’è un tempo in cui si è chiamati a giocare a carte scoperte, lontani da una gestione pseudo massonica d’un movimento chiamato ad interpretare e tradurre, nel miglior modo possibile, questo rilevante flusso di consenso, aspettative e fiducia,
Altrimenti potrebbe esserci un futuribile rischio di un epilogo, che trasformerà lo tsunami in una marea nera, malgrado tutte le buone intenzioni. E tutto questo potrà essere annoverato come opera di un ottimo avanguardista, precursore di – neanche tanto – inaspettate derive, riposte in mani, ritenute più capaci, di menti più subdole, ora in trepidante attesa d’un auspicato e definitivo fallimento.
Non c’è terza via: il caos può essere generativo del nuovo o degenerativo del vecchio.
Ovviamente il coraggio di chi si dimostrerà disposto a condividere qualsiasi decisione attraverso la consultazione allargata, meriterà tutto il nostro rispetto, anche se l’esito potrà non trovare possibile condivisione.
Non ci si può sottrarre alle proprie responsabilità. Davanti al proprio elettorato e all’intero paese.
Fateci capire cosa volete fare, cosa avete da dire e da proporre ora che siete diventati grandetti ma, evidentemente, non ancora adulti.

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4 responses

13 03 2013
Sendivogius

Brillante come sempre!
Sai qual’è il maggior ‘problema’ di analisi come le tue?
Sono il risultato ponderato di menti pensanti, abituate alla riflessione, che soprattutto si pongono domande e cercano risposte logiche.
Risposte dalle quali si può anche dissentire, ma che che presuppongono sempre una misura razionale degli eventi.
Di questi tempi, sembrano costituire quasi una rarità, giacché le idee paiono retrocedere progressivamente a favore di farneticazioni deliranti, in uno stato allucinatorio collettivo prima della prossima mutazione. Sembra la variante politica di un film di J. Carpenter: “Il seme della follia”!

«C’è un tempo in cui si è chiamati a giocare a carte scoperte, lontani da una gestione pseudo massonica d’un movimento chiamato ad interpretare e tradurre, nel miglior modo possibile, questo rilevante flusso di consenso, aspettative e fiducia. Altrimenti potrebbe esserci un futuribile rischio di un epilogo, che trasformerà lo tsunami in una marea nera, malgrado tutte le buone intenzioni.»

Fatte le debite differenze, e in attesa di tradurre il testo originale (il greco non è il mio forte!), desidero condividere con te una piccola ‘perla’ (tratta da wikipedia):

– la completa risoluzione del cosiddetto “memorandum”
[messa in ordine dei conti pubblici e interventi sul debito];
– l’istituzione di una commissione d’inchiesta sugli sprechi di denaro pubblico;
– l’eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti;
– la rimozione dei privilegi dei parlamentari (con conseguente limitazione del loro stipendio);
– la nazionalizzazione immediata di tutte le banche greche che abbiano ricevuto aiuti dal governo greco;
– l’arresto immediato e l’espulsione di tutti gli immigrati clandestini.
– l’uscita dall’Unione Europea;
– la nazionalizzazione delle risorse naturali.

Sono alcuni dei punti ‘economici’, contenuti nel programma politico di ALBA DORATA… Noti qualche analogia?!?

13 03 2013
Giovanni Maria Sini (gms)

Troppo buono Sendivogius.
Questo stesso post, ripreso su reset-italia ha suscitato reazioni d’altro genere, che ovviamente accetto.
Persino chi ha affermato che queste considerazioni fanno cagare ha, alla fin fine, riconosciuto una certa utilità “sociale” 😉
Io, ora, aspetto di vedere quale sarà la portata dirompente della ®ivoluzione grillista e del suo Movimento ©inque stelle™ e cosa riuscirà a costruire sulle macerie da cui è nato e su cui ha sin qui proliferato.
Nel frattempo seguo, con grande interesse, chi spera nella vera rivoluzione interna a quella apparente e presunta.

13 03 2013
Sendivogius

🙂 Vedo con piacere che entrambi siamo lettori di “Giap”, condividendo l’analisi dei Wu Ming.
Senza voler peccare di presunzione, a me la componente criptofascista degli ensiferi pentastellati era evidente da tempo…
Ed i commenti, coi quali sei stato ‘omaggiato’ su reset-italia stanno lì a confermarlo:

“la nostra primissima intenzione è di chiudere testate on line che sparano scemenze a raffica come questo sito.”

Questa è da monumento!
Circa un anno fa, su Liberthalia ho avuto il discutibile piacere di ospitare i copiosi contributi dei “razzialisti” (leggi “nazisti”) di Stormfront:

http://liberthalia.wordpress.com/2011/12/22/casseri-ditalia/

La cosa sconcertante è che questi nostalgici di Hitler, se paragonati alla setta dei pentastellati, hanno uno spessore culturale e capacità espositive praticamente sconosciute ai nuovi squadristi del grillismo militante.
Come nelle sette di fanatici, il loro pensierini sono focalizzati su un ristrettissimo ventaglio di parole totemiche:
Casta-Soldi-Vecchio-Punizione

Alcuni (una minoranza) provengono dai delusi di ‘sinistra’?!?
Se è vero, bisognerebbe ringraziare Grillo per aver contribuito a spurgare via simili scorie rabbiose di nazi-maoismo.

13 03 2013
Giovanni Maria Sini (gms)

Non pecchi di presunzione, anche perchè, su molti degli aspetti che pian piano stanno sollevando dubbi da parte di diverse persone, so con certezza che ci sei arrivato per tempo (se non prima).
Verrà il momento delle valutazioni.
E, magari, scopriremo anche quanto sarà risultato conveniente dare importanza e rilievo ad un fenomeno passeggero, senza sciogliere tutti gli interrogativi sin qui sollevati.
Vedremo se, per esempio, questo ricercato e sperato idillio coi neo ®ivoluzionari del Movimento ©inque stelle™, porterà ulteriori lacerazioni e perdite d’identità in un PD che non ha il coraggio di sfidarlo a viso aperto.
Aspettiamo, come sempre, curiosi.

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