Banale 5

29 12 2012

imageC’è uno che ha sempre saputo e sa quanto sia (im)portante, ai fini del consenso, il potere della televisione: è l’uomo medio dei media.
Un vecchio mestierante – perché di questo si tratta – che reclama spazio e visibilità direttamente proporzionali al “consenso” elettorale maturato in un’era precedente.
In evidente, quotidiana contraddizione con sé stesso e dimentico del fatto che, se dovesse valere questa regola, l’uomo in questione, è in debito d’una infinità di spazio usurpato circa 19 anni fa e per l’occupazione militante realizzata durante tutti i suoi mandati.
C’è un comico di pari livello, accomunato dal pressochè identico programma elettorale e dal numero 5 che, convinto di veicolare consenso solo attraverso la forza del web, ha freneticamente cercato l’amplificazione di quello stesso mezzo attraverso cui, ancora oggi, la gran parte dell’opinione pubblica viene ‘istruita’ e condizionata: è l’uomo medio dei nuovi media.
C’è un terzo uomo, fuoriuscito dalla magistratura, dopo aver indagato su questa classe politica, che entra nell’agone.
Tutti hanno deciso di giocare la loro partita elettorale contro il PD e in contrapposizione al governo uscente che, (co)stretto nella necessità di risollevare le sorti economico-finanziarie dell’Italia, ha sin qui ed esclusivamente fatto pagare l’alto prezzo ai soliti noti.
C’è il PD, impegnato nelle Primarie (quasi di Capodanno) per i parlamentari, ancora incerto tra rinnovamento, cambiamento e conservazione, che – a suo modo – sta cercando di restringere il deficit di democrazia tra rappresentanza e rappresentati, seppur coi grandi limiti derivanti dalle immortali logiche correntizie e salvaguardando qualche baronia.
C’è un cattedratico, la cui ascesa è stata favorita dall’emergenza, ora divenuto piena espressione politica (ma lo era già!) e orientato a dare vita ad un centrodestra – si spera! – per un paese normale: un’immensa, rassicurante neo balena bianca.
C’è un brulichio di persone desiderose di entrare nelle sedi parlamentari.
Finti scissionisti pronti a ricompattarsi, nordisti innamorati del centralismo romano, massimalisti arrembanti ora dipinti d’arancione, domestici cani da salotto, vecchie cariatidi che mai (ri)conoscono la fine della loro stagione, pentiti del pentapartito, congiure, congiurati, rivoluzionari in abiti reazionari, populisti col culo al caldo, repubblichini, repubblicani, presidenzialisti, presenzialisti. C’è di tutto.
Tutti assolutamente innocenti rispetto alle attuali condizioni in cui versa il nostro paese, come se nessuno avesse avuto responsabilità di guida e di governo negli ultimi decenni.
Dall’esito delle prossime elezioni speriamo possa nascere qualche maggiore speranza per il futuro di questo strano e sempre anomalo paese.
In mezzo a quest’esercito di oppositori, organici al potere, restano inalterati i sani dubbi sulle possibilità di fuoriuscita dalla crisi, senza un ulteriore prezzo che saremo chiamati a pagare.
Buona fine e miglior inizio a tutti.

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Partito (e)statico

19 12 2012

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In mezzo ad un’informe accozzaglia (speriamo minoritaria e destinata a rimanere tale) di rabbiosi, priva di distinzione e – alla fin fine – di dignità, politica e personale, eterno megafono di slogan banali e sotto dettatura, ripetuti ad oltranza, in un mantrico martellamento continuo, il signor nessuno per eccellenza, vecchio uomo medio dei media, giganteggia, spadroneggia, diventa prepotente tra adulatori, fomenta le liti, aizza i suoi cani da ferma, da cerca, da seguita, da tana, da traccia e da riporto, accresce gli odi e i rancori, il suo e altrui delirio.
È l’era della politica che si traduce in uno stato di collettiva ipnosi regressiva, attraverso cui far emergere gli istinti più bassi e sin qui nascosti.

P.S.: trova le differenze con l’altro post





Movimento (e)statico

19 12 2012

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In mezzo ad un’informe accozzaglia (speriamo minoritaria e destinata a rimanere tale) di rabbiosi, priva di distinzione e – alla fin fine – di dignità, politica e personale, eterno megafono di slogan scurrili e sotto dettatura, ripetuti ad oltranza, in un mantrico martellamento continuo, il signor nessuno per eccellenza, nuovo uomo medio dei nuovi media, giganteggia, spadroneggia, diventa prepotente tra adulatori, fomenta le liti, aizza i suoi cani da ferma, da cerca, da seguita, da tana, da traccia e da riporto, accresce gli odi e i rancori, il suo e altrui delirio.
È l’era della politica che si traduce in uno stato di collettiva ipnosi regressiva, attraverso cui far emergere gli istinti più bassi e sin qui nascosti.





18 12 2012

Yes, political!

primarieparlamentari

Le Primarie dei parlamentari PD non sono state copiate, come scrive Beppe Grillo, ma nascono nel PD e dal PD. E’ stata Prossima Italia – dubito che Grillo sappia di cosa si tratti – nel corso di Gennaio 2012 (“la proposta di Quarto”) a lanciare l’idea della selezione dei candidati alle politiche 2013 con il metodo delle primarie al fine unico di superare l’anomalia delle liste bloccate del Porcellum e di un nuovo Parlamento di nominati. Tutto ciò che è venuto dopo paga dazio a quell’idea originaria, nata dalla necessità (e non dalla convenienza) democratica.

Vengono così inaugurate, dopo le Parlamentarie del M5S, le Buffonarie del pdmenoelle. Le Buffonarie avranno una “modica quantità” di aspiranti parlamentari, un 10%, scelti da lui,medesimo: Gargamella Bersani. Nomi indimenticabili ci accompagneranno anche nella prossima legislatura, mai più senza Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Franco Marini, Giorgio Merlo, Maria Pia Garavaglia, Beppe…

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#iostoconMarco

17 12 2012

marco_pannella

Perchè nella mia idea di sinistra rientra a pieno titolo

il pensiero libertario

  1. Postideologico
    #iostoconmarco sempre vittima del colpevole silenzio dei media che invece amplificano l’idiozia dell’uomo medio dei media o dei nuovi media
  2. Postideologico
    #iostoconmarco per l’onore e il merito che gli devo per tutti quei diritti di cui possiamo oggi godere e, in sua assenza, non avremmo avuto
  3. Postideologico
    #iostoconmarco se avesse goduto di uguale enfasi concessa al Mo’ Vi Mento 5 stelle avremmo avuto un più meritorio partito radicale di massa
  4. Postideologico
    #iostoconmarco perchè le sue ragioni sono storia necessaria: diritti civili, federalismo europeo, visione transnazionale di fenomeni epocali
  5. Postideologico
    #iostoconmarco perchè ha già dato tutta la sua vita per la buona politica. Oggi il diritto di parola che gli spetta è il minimo rimborso.
  6. Postideologico
    #iostoconmarco perchè @MarcoPannella ha la forza e l’immortalità d’un contemporaneo eroe vivente. Non vorrete riconoscergliela postuma?
  7. Postideologico
    #iostoconmarco perchè non voglio sentire la schiera degli ignavi o degli ipocriti farsi corifei del dolore e del riconoscimento tardivo.
  8. Postideologico
    #iostoconmarco perchè ha costruito strade di libertà, diritti, giustizia, uguaglianza, con la sua onestà politica ed intellettuale.




Hashtag #iostoconmarco

17 12 2012

Non servono tante parole per sottolineare la necessità del sostegno che, per obbligo morale, civile e politico dobbiamo riconoscere a Marco Pannella.
Da eroe contemporaneo e vivente.





La seduzione della sedizione

13 12 2012

Democrazia DirettaHanno ragione d’essere tutte queste polemiche?
Perché continuare ad occuparsi di un simpatico comico – rimasto tale – che pare ispirarsi a modelli da Repubblica islamica iraniana?
Si può riporre fiducia verso chi non ha alcuna considerazione e rispetto per le idee altrui, si sottrae al confronto e non garantisce nessuna tutela alle eventuali minoranze interne al Mo’ Vi Mento?
Ha senso analizzare il caravanserraglio che Grillo ha messo in piedi?
E, soprattutto, che ragione abbiamo di favorire, dopo i nominati, l’ascesa di nuovi parlamentari obbedienti e sottomessi?
Sono domande ispirate ai requisiti minimi di democrazia interna che dovrebbero animare la vita dei partiti o dei movimenti politici.
E’ però probabile che, tenuto conto dell’identità “personalistica e carismatica” che ha assunto (suo malgrado o scientemente) anche il Mo’ Vi Mento 5 stelle, rilievi e obiezioni di questa natura non abbiano più alcun senso, perché chi decide di aderire, con la necessaria consapevolezza, è chiamato a sottostare all’insindacabilità dei giudizi, degli umori e dei malumori del suo capo indiscusso.
E’ identica caratteristica a quel che è stato, sino ad oggi, il Popolo della Libertà che, non a caso, nell’art. 1 del suo statuto si definisce anch’esso “movimento di donne e di uomini” e non partito. O quel che è stata l’Italia dei Valori costruita attorno alla figura di Di Pietro, oppure il Partito Radicale sempre legato al carisma di Marco Pannella (che, a suo tempo, se avesse potuto godere della stessa amplificazione mediatica concessa a Grillo, avrebbe dato vita ad un più meritorio Partito Radicale di massa).
Nel caso del Mo’ Vi Mento in questione il sottinteso, non esplicitamente espresso nel “non statuto”, per chi si “associa”, è oramai chiaro: la democrazia è diretta da chi ne fa beffe (Grillo) e da un apocalittico alchimista, con misteriose doti informatiche, desideroso di coronare i suoi grilli per la testa. Uno scrive, l’altro posta e sugli infedeli domina e vige la legge sull’apostasia.
L’assoluta noncuranza, rispetto a qualsiasi opposizione democratica che si è manifestata all’interno, è da sempre apparsa chiara e netta: non c’è spazio per il dibattito, il civile confronto delle idee, la discussione sulle regole nella home page (sede) del Mo’ Vi Mento.
Addirittura, in un memorabile post gli oltraggiosi moti sediziosi, vergati in una conversazione su un forum privato, sono stati resi oggetto di puntuali colpi di verga del comico censore.
Nella pressochè totale assenza di regole stabilite e condivise o in presenza di proposizioni dogmatiche, nella visione monocratica e nella prospettiva unidirezionale d’una democrazia che non tiene conto di inutili particolari, l’ordine è solo uno: adattarsi o arrendersi alle condizioni del grande dettatore.
À la guerre comme à la guerre!
In questo storico frangente c’è un solo obbligo morale, civile e politico: incensare il censore.
Così viaggiano e vanno gestite la libertà e la democrazia nel Mo’ Vi Mento nato e mortificato in rete.