I voti (non i moti) siciliani

31 10 2012

Ecco la mia analisi del voto siciliano.
Ho raggruppato gli schieramenti, in base al sostegno dato dai partiti/movimenti ai diversi candidati al ruolo di governatore e tenendo esclusivamente conto di quelli che hanno ottenuto rappresentanza nell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’aspetto più rilevante di cui tutti hanno parlato, en passant, è la rivoluzione determinata da una minoranza di elettori da cui sono scaturiti i nuovi assetti e la nuova maggioranza, per ora, nominale.
La vera maggioranza è, indiscutibilmente, quella del non voto.
Come è noto, in democrazia, piena o parziale che sia, conta e pesa chi partecipa ed esercita la capacità giuridica dell’elettorato attivo. Tutto il resto, piaccia o meno, non conta. Il sistema, seppur imperfetto, continua ad andare avanti, noncurante d’un dissenso che favorisce l’affermarsi del consenso, raggiunto con un ridottissimo corpo elettorale.
Il sistema elettorale è stato un proporzionale a turno unico con correttivo maggioritario, dato dallo sbarramento del 5% a livello regionale. Oltre gli 80 seggi già assegnati, restano gli ulteriori 10 da attribuire: 1 al neoletto presidente della Regione e 1 al miglior competitor (piazzatosi al secondo posto); gli altri 8 seggi perverranno dal listino regionale collegato al Presidente.
Gli scostamenti, rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2008, sono stati considerati per i partiti/movimenti che avevano un dato di raffronto.
Il Partito Democratico con un -5,4% perde 5 seggi e passa dai precedenti 19 agli attuali 14, che risultano però compensati dal +6,2% e dai 5 ottenuti dal Movimento Popolare a sostegno di Crocetta.
L’Unione Di Centro, pur con un -1,7%, mantiene gli 11 seggi della precedente legislatura.
Il Popolo Delle Libertà perde un -20,6% e passa dai 35 ai 12 seggi, con un saldo di -23.
Il dato del Cantiere Popolare non trova riscontro con le precedenti regionali e, col suo 5,9% conquista 4 seggi; così pure la lista Musumeci Presidente, in assenza di possibile confronto, con il 5,6% ottiene 4 seggi.
Grande Sud col 6% ottiene 5 seggi, mentre il Movimento per l’Autonomia esprime un -4,3% e perde 5 seggi, attestandosi sugli attuali 10 rispetto ai 15 della precedente tornata elettorale.
Infine la novità del Movimento 5 stelle, il cui dato di confronto è realizzato con la precedente lista Amici di Beppe Grillo per Sonia Alfano (anche se al comico questo non farà forse piacere, per i contrasti poi sorti tra quest’ultima e il Movimento, incarnato nelle persone di Casaleggio e Grillo), col +13,2% ottiene 15 seggi.
Una prima e forse superficiale analisi dei flussi elettorali potrebbe far emergere che i consensi del Movimento 5 stelle provengono, tutti o in parte, dall’emorragia di voti subita dal PDL.
È chiaro che si tratta di una deduzione e di un ragionamento approssimativi, perchè la percentuale raggiunta è anche il risultato del consenso dei neo-elettori e, magari, d’uno scambio tra elettori rifugiatisi nel non voto compensato dall’affluenza di ex astensionisti tornati al voto.
L’analisi, ovviamente, è pur sempre un’ipotesi che dovrebbe trovare conforto nei necessari, maggiori approfondimenti.
L’Istituto Cattaneo, per citare una ben più autorevole fonte, riconduce all’area di sinistra/centrosinistra tutti i flussi confluiti verso il Movimento 5 stelle dopo un’attenta analisi del voto confrontato con le recenti comunali di Palermo (personalmente mi sfugge la logica che seguono i raffronti con tornate elettorali più recenti ma meno omologhe).
Il dato certo è che, al di là d’ogni mistero insondabile sulla provenienza certa di questi presunti flussi migratori, per ora, una solida maggioranza non esiste.
Sarà interessante valutare gli ulteriori sviluppi di tutto quanto scaturirà in seno all’Assemblea Regionale all’indomani di quest’esito elettorale.
Da oggi parte la futura verifica sulla qualità/bontà di quel che queste elezioni sono state in grado di esprimere in termini di rappresentanza.

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31 10 2012
icittadiniprimaditutto

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