Il gioco delle regole del giogo (prossimamente sui vostri schermi)

5 10 2012

Si è aperto il gioco delle regole del giogo o il giogo delle regole del gioco?
Prossimamente, tempo permettendo, perchè c’è chi lavora e vive d’altro (dove per altro s’intende il lavoro vero, quello che lorsignori non conoscono, non hanno mai conosciuto e mai tutelato, al di là del loro dilettantistico professionismo della politica), qualche considerazione sparsa sulle ceneri del PD e sulle Primarie.

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6 responses

5 10 2012
bortocal

dilettantistico potrebbe essere un complimento, dato che suggerisce l’idea che questi con la politica si divertano.

e invece sono anche cupi…

ciao.

5 10 2012
Giovanni Maria Sini (gms)

Accolgo la tua giusta osservazione.
In merito al divertimento, in questo caso un po’ perverso, forse non è improbabile che ci sia e si manifesti. Soprattutto quando molti riescono a sollazzarsi con soldi pubblici e noi favoriamo la loro totale immunità (che corrisponde all’impunità).
Pensi che non se la ridano e non si divertano nel momento in cui, attorno, vedono un popolo che tutto ingoia e metabolizza?
Altro che struzzi…
Sulla cupezza concordo.
Gaber diceva:
“…perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c’hanno certe facce
che a vederle fanno schifo…”
Brutti e cupi, che si divertono a spese altrui.
È tempo che il parassitismo venga definitivamente debellato.
Resta inteso che non tutti sono così. Oggi, però, la misura è colma.

5 10 2012
bortocal

mi piace Gaber, un profeta del nostro tempo, che ha visto in anticipo.

io questa la gente la vedo come una specie di Trionfo della Morte…

6 10 2012
Giovanni Maria Sini (gms)

Carissimo le tue amare conclusioni hanno sicuramente una loro ragion d’essere.
Io, nonostante tutto, continuerò a scegliere il meno distante.
Non partecipare mi sembra una rinuncia troppo pesante. In qualche modo significherebbe un ritiro definitivo, una rinuncia al diritto di critica e, se vogliamo, qualcuno ne trarrebbe pur sempre vantaggio.
È un mio punto di vista naturalmente.
Forse è poco consolatorio soprattutto se ci si ritrova sempre ‘costretti’ ad individuare il meno distante.
Non il più vicino.
C’è una sottile, ma determinante differenza.
Ma continuo a condividere il principio secondo cui libertà è partecipazione.

6 10 2012
bortocal

non cercherò mai di convincere nessuno ad astenersi dal voto, ma – se questa legge elettorale non cambia – ripeterò l’azione del 2008 e scriverò sulla scheda “NON VOTO IN ELEZIONI INCOSTITUZIONALI”.

non avrei votato ai plebisciti fascisti sul partito unico, non vedo perché devo avallare una partita truccata.

naturalmente posso sempre rivedere questa posizione se qualcosa cambia.

non credo che libertà sia la partecipazione ad una forma anche attenuata di sopruso e di dittatura.

in Italia c’è una situazione molto anomala, c’è una sentenza della Corte Costituzionale che solleva dubbi sulla costituzionalità della attuale legge elettorale e destra e opposizione fanno finta di niente.

sul piano del voto questa si chiama complicità e la distinzione fra il baro ed il palo mi sembra troppo sottile per sentirmi meno lontano da uno dei due,.

dico questo solamente per spiegare la mia posizione, poi ognuno decide in coscienza e non ho nulla contro chi fa valutazioni diverse, naturalmente.

ciao, e grazie della risposta, naturalmente.

6 10 2012
Giovanni Maria Sini (gms)

Che vuoi che dica? Il tuo è un punto di vista che trova più d’una giustificazione, oltrechè rappresentare un sentimento diffuso.
L’unico particolare di mancato incontro è dato dal sottrarsi definitivamente.
Forse partecipare, magari come ultima opportunità che si è disposti a concedere o con un distacco dato dalla non appartenenza stabile a nessuna ‘chiesa’, potrebbe essere l’anti camera d’un abbandono definitivo.
In questo frangente, a mutate condizioni elettorali ovviamente, sento di dover prendere parte.
Il che non significa abbandonare quella doverosa criticità che, in altre occasioni, ha spinto anche me a non garantire nessuna complicità.
Mi viene difficile, ora come ora, optare per un astensionismo che rischia di rendersi complice dell’immobilismo o della possibile vincita e sopravvivenza di chi merita d’essere spazzato via.
Staremo a vedere cosa ci riserva il prossimo futuro.
Ti ringrazio ancora.

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