I voti (non i moti) siciliani

31 10 2012

Ecco la mia analisi del voto siciliano.
Ho raggruppato gli schieramenti, in base al sostegno dato dai partiti/movimenti ai diversi candidati al ruolo di governatore e tenendo esclusivamente conto di quelli che hanno ottenuto rappresentanza nell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’aspetto più rilevante di cui tutti hanno parlato, en passant, è la rivoluzione determinata da una minoranza di elettori da cui sono scaturiti i nuovi assetti e la nuova maggioranza, per ora, nominale.
La vera maggioranza è, indiscutibilmente, quella del non voto.
Come è noto, in democrazia, piena o parziale che sia, conta e pesa chi partecipa ed esercita la capacità giuridica dell’elettorato attivo. Tutto il resto, piaccia o meno, non conta. Il sistema, seppur imperfetto, continua ad andare avanti, noncurante d’un dissenso che favorisce l’affermarsi del consenso, raggiunto con un ridottissimo corpo elettorale.
Il sistema elettorale è stato un proporzionale a turno unico con correttivo maggioritario, dato dallo sbarramento del 5% a livello regionale. Oltre gli 80 seggi già assegnati, restano gli ulteriori 10 da attribuire: 1 al neoletto presidente della Regione e 1 al miglior competitor (piazzatosi al secondo posto); gli altri 8 seggi perverranno dal listino regionale collegato al Presidente.
Gli scostamenti, rispetto alle precedenti elezioni regionali del 2008, sono stati considerati per i partiti/movimenti che avevano un dato di raffronto.
Il Partito Democratico con un -5,4% perde 5 seggi e passa dai precedenti 19 agli attuali 14, che risultano però compensati dal +6,2% e dai 5 ottenuti dal Movimento Popolare a sostegno di Crocetta.
L’Unione Di Centro, pur con un -1,7%, mantiene gli 11 seggi della precedente legislatura.
Il Popolo Delle Libertà perde un -20,6% e passa dai 35 ai 12 seggi, con un saldo di -23.
Il dato del Cantiere Popolare non trova riscontro con le precedenti regionali e, col suo 5,9% conquista 4 seggi; così pure la lista Musumeci Presidente, in assenza di possibile confronto, con il 5,6% ottiene 4 seggi.
Grande Sud col 6% ottiene 5 seggi, mentre il Movimento per l’Autonomia esprime un -4,3% e perde 5 seggi, attestandosi sugli attuali 10 rispetto ai 15 della precedente tornata elettorale.
Infine la novità del Movimento 5 stelle, il cui dato di confronto è realizzato con la precedente lista Amici di Beppe Grillo per Sonia Alfano (anche se al comico questo non farà forse piacere, per i contrasti poi sorti tra quest’ultima e il Movimento, incarnato nelle persone di Casaleggio e Grillo), col +13,2% ottiene 15 seggi.
Una prima e forse superficiale analisi dei flussi elettorali potrebbe far emergere che i consensi del Movimento 5 stelle provengono, tutti o in parte, dall’emorragia di voti subita dal PDL.
È chiaro che si tratta di una deduzione e di un ragionamento approssimativi, perchè la percentuale raggiunta è anche il risultato del consenso dei neo-elettori e, magari, d’uno scambio tra elettori rifugiatisi nel non voto compensato dall’affluenza di ex astensionisti tornati al voto.
L’analisi, ovviamente, è pur sempre un’ipotesi che dovrebbe trovare conforto nei necessari, maggiori approfondimenti.
L’Istituto Cattaneo, per citare una ben più autorevole fonte, riconduce all’area di sinistra/centrosinistra tutti i flussi confluiti verso il Movimento 5 stelle dopo un’attenta analisi del voto confrontato con le recenti comunali di Palermo (personalmente mi sfugge la logica che seguono i raffronti con tornate elettorali più recenti ma meno omologhe).
Il dato certo è che, al di là d’ogni mistero insondabile sulla provenienza certa di questi presunti flussi migratori, per ora, una solida maggioranza non esiste.
Sarà interessante valutare gli ulteriori sviluppi di tutto quanto scaturirà in seno all’Assemblea Regionale all’indomani di quest’esito elettorale.
Da oggi parte la futura verifica sulla qualità/bontà di quel che queste elezioni sono state in grado di esprimere in termini di rappresentanza.





La sommossa degli autarchici

29 10 2012

Il ritorno del ‘caro leader’, coi suoi toni nordcoreani o sudamericani modello chavista, rappresenta il trait d’union, di diversi versanti convergenti, tra berlusconismo, grillismo, antagonismo degli estremisti.
I punti d’incontro tra le varie fazioni, apparentemente diverse e distanti, si erano manifestati da tempo sui tanti temi tutti interpretati in chiave anti: 1) europeismo; 2) parlamentarismo; 3) giornalismo; 4) governo Monti; 5) tasse ed equitalia; 6) Presidenza della Repubblica; 7) politica e partitismo.
Unica discriminante la magistratura, per ora.
Adesso il ‘caro leader’, per non essere da meno, dopo la recente condanna da parte dell’odiata magistratura, torna in campo per cavalcare i venti di sommossa che aleggiano in Italia.
L’uomo medio dei media ha capito che è tempo di giocare allo sfascio definitivo. Ha fiutato il dilagante e irrimediabile malumore che, a seconda degli sviluppi, potrebbe portare il nostro paese, non del tutto immune, alla ricerca di una svolta autoritaria.
Eccolo, quindi, pronto a capeggiare l’incombente e prevedibile ingovernabilità del pre e del post elezioni.
Immaginate: qual è lo scenario più propizio per i populisti d’ogni provenienza e derivazione, se non il caos totale?
Se non prenderà consistenza l’unica possibile alternativa, ancora una volta di transizione, d’un nuovo centrosinistra capace di rendersi autore e interprete delle riforme necessarie a questa democrazia asfittica e alla morente economia reale, l’orizzonte non potrà che essere caratterizzato da tinte più che fosche.
Il cavaliere, deluso e avvelenato, pare disposto a giocarsi il tutto per (il suo) tutto. Anche a rischio di frantumare definitivamente quello schieramento che è stato, sino a ieri, creatura a sua immagine e somiglianza.
Quest’altra consapevolezza, d’una destra alla deriva senza il suo ideatore/finanziatore, certo non gli manca. Allo stesso tempo esiste in lui, probabilmente, la forte convinzione di poter dar vita, in quest’assoluto marasma, ad una nuova destra, ancor più oltranzista, disposta a seguirlo nella battaglia finale.
Immaginate il futuro che ci attende, senza una possibile e credibile alternativa, verso cui convogliare il voto di chi vuole ricostruire anzichè distruggere, disposta ad accantonare le divisioni e più propensa a coltivare i punti d’incontro: il buio più nero del nero.
A meno che non si vogliano catalogare le ultime dichiarazioni del ‘caro leader’ come inutile e sterile vaniloquio di chi voleva semplicemente dar sfogo ad una rabbia incontrollata.
Ma tutti i riferimenti, da leader autarchico, non erano per niente casuali.
Basta guardarsi attorno: molto di quel che il ‘caro leader’ ha puntigliosamente recitato, come in un mantra apparentemente delirante, fa parte del campionario d’insofferenza diffusa e condivisa.
Ecco, allora, il destabilizzatore per eccellenza, forse capace di dare nuova forma al ribellismo, attraverso un ritrovato asse nordista, che potrebbe garantirgli nuovo vigore e riportarlo in sella per la resa dei conti finale.
Fantapolitica? Vedremo.
Intanto, su scala ridotta,scopriremo quali indicazioni scaturiranno dal voto siciliano.
Di sicuro si è aperta la lunga campagna elettorale dagli esiti più che mai incerti.
Il cavaliere è vivo e lotta insieme a noi!





Servizio Pubblico

26 10 2012

  1. Prende il via l’edizione di Servizio Pubblico su la7. Toh… chi si rivede!
  2. Postideologico
    #serviziopubblico Giorgio Renzi e Matteo Gori…
  3. Per meglio individuarlo cerco di dargli una geolocalizzazione…
  4. Postideologico
    #serviziopubblico newtown città del sindaco ipercinetico e itinerante: FiRenzi
  5. Comincia il primo sermoncino tipo confessionale: io, io, io, tutto il resto è vecchio…
  6. Postideologico
    #serviziopubblico Renzi nuovo esponente della reality politik
  7. Santoro sferra la domandona su Montecarlo a Fini…. cos’è successo?
  8. Postideologico
    #serviziopubblico sarà la vendetta di Gaucci? 🙂
  9. Si discetta di alcuni notabili e del “Manifesto per la Terza Repubblica”
  10. Postideologico
    #serviziopubblico è l’era geologica: Tremonti, Monti, Montezemolo, della Valle….
  11. Mi chiedo…
  12. Postideologico
    #serviziopubblico sto Signorino Margherita, per 4 stagioni, non ha preso abbondantemente alle palle? Via al televoto (Gori insegna)
  13. Parte il televoto (sic!): ballottaggio tra Roby e Angelino…
    Solidarietà di rito alla famiglia del soldato morto in Afghanistan
  14. Postideologico
    #serviziopubblico e ritirare le missioni all’estero per risparmiare?
  15. Finalità del ‘telefotto’: alla ricerca del leader che non c’è…. ma se non c’è, non c’è!
  16. Postideologico
    #serviziopubblico il leader che non c’è? Che!
  17. Altra incursione su “nonnotizia” del giorno; maschio Alfa si ritira dalla corsa al premierato
  18. Postideologico
    #serviziopubblico Pdl si ritira maschio Alfa. Resta AlfaNO!
  19. Via ufficiale al telefotto (le vecchie care 1.000 lire)
  20. Maroni vs Alfano… l’imbarazzo della sciolta…
  21. Postideologico
    #serviziopubblico io telefotto tutt’e due. Vale l’ambo?
  22. La Reality Politik… con tanto di televoto… mi sorge un dubbio
  23. Postideologico
    #serviziopubblico Renzi supercafone prende il cell e si vota da solo! E che dire di Gori? Ha tutti i tabulati dei suoi reality! Brogli 🙂
  24. Alla notizia che l’uomo medio dei media abdica…
  25. Postideologico
    #serviziopubblico Signorino Margherita sta seriamente pensando di candidarsi alle primarie Pdl. Così va a prendersi i voti alla fonte.
  26. retweet
  27. Postideologico
    RT @michaelgiova: Partecipa al TELEVUOTO di #serviziopubblico
  28. A proposito di giovani e lavoro…
  29. Postideologico
    #serviziopubblico non siate troppo choosy: anche la merda può essere commestibile!
  30. Inquietante interrogativo….
  31. Postideologico
    #serviziopubblico Santoro, Travaglio, Mentana & Co. Ma perchè non si sono comprati #la7 anzichè aspettare un nuovo padrone?
  32. Granfry Fini dà del medico a Monti…
  33. Postideologico
    #serviziopubblico Monti un medico? Esperto in amputazioni?
  34. Sempre Gianfry, in polemica con (Fi)Renzi il neo che avanza, si lamenta!
  35. Postideologico
    #serviziopubblico non bisogna fare di tutto un fascio un’erba!
  36. Doglianze del noto amico di Marchionne
  37. Postideologico
    #serviziopubblico Della Valle oggi Hulk Hogan della politica?
  38. La Sindaco di Alessandria chiede aiuto
  39. prelucio di (Fi)Renzi alle banalità che seguiranno: rispondo rapido con tre sms…
  40. Postideologico
    #serviziopubblico SMS di Gori. Renzi inoltra.
  41. Amara constatazione…
  42. Postideologico
    #serviziopubblico che vecchio questo giovane Signorino Margherita! ‘Nuovo di fuori, ma vecchio di dentro’ (Gaber)
  43. Io? Non c’entro (o centro?)
  44. Postideologico
    #serviziopubblico FiRenzi: io sono nel PD dal 2007. Prima ero Margherita.
  45. Neo che avanza….
  46. Postideologico
    #serviziopubblico (Fi)Renzi ha noleggiato i nei di Vespa.
  47. si accenna al partito liquido…
  48. Sta per prendere la parola la levatrice di Grillo
  49. Postideologico
    #serviziopubblico tra poco tutti in sala Travaglio!
  50. Fisiognomica
  51. Servizio su Mariomonti: “Io ci metto la faccia!”…
  52. Postideologico
    #serviziopubblico Monti mette la faccia. E noi? Nooooo! Ancora il culo noooooo!
  53. altro tweet sul neo…
  54. Postideologico
    #serviziopubblico (Fi)Renzi: il neo che avanza!
  55. Parla Giarda…
  56. Postideologico
    #serviziopubblico chiedigli: prende bene #la7 con quelle orecchie?
  57. Travaglio attinge dal repertorio di Berlusconi?
  58. Postideologico
    #serviziopubblico Travaglio in gessato antico: Gustavo Dandolo e Felice Prendendolo. Non Godevo.
  59. Barzellettiere con un unico grillo per la testa (ora)
  60. Postideologico
    #serviziopubblico @marcotravaglio ha un grillo per la testa
  61. (Fi)Renzi parla, parla, parla…. resta pirla.
  62. Postideologico
    #serviziopubblico domanda: (Fi)Renzi come fa a dire tutto e il suo contrario? Sono ghiriGori?
  63. Forza Luisella! Equipara (Fi)Renzi a Baffino….
  64. Postideologico
    #serviziopubblico Luisella Costamagna Renzi tipo stuzzichino. Tanto non è permaloso Signorino Margherita.
  65. (Fi)Renzi si scompone un pochino….
  66. Sempre più palloso….
  67. Postideologico
    #serviziopubblico (Fi)Renzi vota Partito Democra…ziacristiana
  68. Apice della noia….
  69. Postideologico
    #serviziopubblico (Fi)Renzi cambia simbolo al PD. Mettici… due coglioni!!!!!
  70. Fenomeno unico nell’arte del nonrispondere….
  71. Postideologico
    #serviziopubblico le non risposte del Signorino Margherita sono voli padulici… non pindarici.
  72. Autocritica di Gianfry…?
  73. Postideologico
    #serviziopubblico autocritica di Fini: ero capolista del PDL contro la mia volontà! L’uomo medio dei media s’era magnato AN!
  74. retweet
  75. Postideologico
    RT @pinpin68: #serviziopubblico sono stordita dalla quantità abnorme di banalità e minchiate di #Renzi
  76. Sbadiglio….
  77. Postideologico
    #serviziopubblico vorrei riuscire a sentire (Fi)Renzi ma gli sbadigli mi tappano le orecchie
  78. Reality politically correct…
  79. Postideologico
    #serviziopubblico Signorino Margherita non dice unioni gay o lesbiche ma civil partnership. È più ipocrita e democristiano. Reality politik.
  80. C’eravamo tanto amati….
  81. Postideologico
    #serviziopubblico Della Valle vuol far le scarpe alla cattiva politica. Infatti Mastella era tra i buoni… http://pic.twitter.com/MSj4YYwT
  82. Quizzone: trova le differenze….
  83. Futuribile….
  84. Postideologico
    #serviziopubblico Signorino Margherita (Fi)Renzi se e quando non si auto-rottamerà http://pic.twitter.com/JsPjCW8d
  85. retweet
  86. Postideologico
    RT @MicioCagliostro: Ma davvero c’è gente che ha inviato sms per questo orribile giochetto? #ServizioPubblico @Serv_Pubblico
  87. Incubo futuro?
  88. Postideologico
    #serviziopubblico Non visionare quest’incubo: (Fi)Renzi Presidente del Consiglio (con neo) http://pic.twitter.com/itFkz8Wr
  89. Angelino perde…
  90. Postideologico
    #serviziopubblico dopo il maschio Alfa. AlfaNO!
  91. retweet
  92. Postideologico
    RT @Numa_Pompilio: Della Valle non ha il dente avvelenato, ha tutta la dentiera #ServizioPubblico
  93. Esito del telefotto
  94. Postideologico
    #serviziopubblico Angelino, purtroppo, devi abbandonare la Casa (delle libertà). Tu sei un diminutivo rispetto a Silvione.
  95. Intervista alla nipote di Mubarak… frequentava Arcore perchè non voleva stare in mezzo ai porci…
  96. Postideologico
    #serviziopubblico Ruby preferivo stare in mezzo a dei porci perbene. Avete domande da porci?
  97. Confronto (Fi)Renzi vs uomo medio dei media…
  98. Postideologico
    #serviziopubblico L’uomo medio dei media mi faceva cadere le palle a terra. (Fi)Renzi mi fa venir l’orchite. Giudizio critico: due coglioni!
  99. Serate ad Arcore…
  100. Postideologico
    #serviziopubblico Ruby… c’erano Toro Seduto e Culo Flaccido?




Reality politik

24 10 2012

Il mutante del nuovo molto centro e poca sinistra, che vuole raccogliere grazie al suo democristianissimo equilibrismo, il consenso diffuso della destra delusa, del grillismo e di chi più ne ha più ne metta, ha avuto la brillante idea di presentare ricorso al Garante affinchè sancisca la presunta violazione della privacy (pare si pronunci privasi e non praivasi) in merito alla registrazione e pubblicazione dell’albo degli elettori di centrosinistra.
Attendiamo il pronunciamento con una piccola e modesta sottolineatura: la partecipazione alle primarie, il metterci la faccia e le generalità e la sottoscrizione dell’albo, come appare evidente, avverranno su base volontaria e scelta consapevole ed individuale. Non è chiaro, pertanto, quali possibili violazioni possano sussistere su un atto di partecipazione attiva di chi è, contestualmente, disposto ad esporsi nella sua veste di elettore di quello schieramento. Ci pare, piuttosto, una spontanea e democratica dichiarazione di voto, equivalente a molte altre.
Ma, evidentemente, il buon Signorino Margherita (aggiungerei quattro stagioni) e il suo ispiratore di questa ‘reality politik‘ vorrebbero e gradirebbero trasformare le primarie nell’equivalente di un televoto a partecipazione allargata. Idea che piace solo al pupazzo trasformista e, si presume, all’ideatore/importatore di alcuni deteriori modelli televisivi, dove una pletora di stronzi contribuiscono al mantenimento del baraccone col loro voto via sms o rete fissa.
Ma le primarie sono occasione assai più seria rispetto al circo mediatico, all’americanizzazione che oggi invoca il rispetto della ‘praivasi’ e al ‘one man show’ che puntualmente evita di qualificare le istanze della politica che ha intenzione di rappresentare.
Vogliamo dircela tutta? Il Signorino Margherita sa bene che le sue possibilità di vittoria sono fortemente legate all’abbattimento di qualsiasi regola del gioco certa e determinata.
Detto in maniera ancor più chiara e netta la chimera del ‘suo Pd’ al 40% è strettamente vincolata all’elettorato multiforme e poliedrico che, non si capisce bene per quale motivo, dovrebbe rivolgere ora i suoi consensi verso questo ‘giovane’ invecchiato precocemente e ringiovanito solo nell’aspetto da ex Giorgiugo (nel mio linguaggio giovanile il ‘soggetto’ del momento era alternativamente denominato ‘Giorgio’ o ‘Ugo’, da qui la fusione), portatore di valori condivisibili da qualsiasi riciclato.
Un 44enne come me (nè troppo giovane, nè troppo vecchio), evidentemente non è figlio dello stesso partito che il Signorino Margherita, in organico dal 2007, intende rappresentare e trasfigurare.
È decisamente meno equivoco e, per esempio, sull’estensione dei diritti, quando ti chiedono ‘sei favorevole o contrario alle unioni gay e lesbiche?’ risponde in maniera chiara e decisa: ‘Sì!’ Non con una frase ipocrita, ancora una volta, infarcita dall’inglesismo ‘noi siamo favorevoli alle civil partnership’. Perchè? Intanto perchè l’estensione e il riconoscimento dei diritti a chi non può ancora goderne nulla sottrae ai preesistenti e poi perchè, detto ancora una volta in maniera inequivoca, usare ‘giri di parole’ dà l’idea d’una visione ghettizzante, poco ispirata a principi di autentico, pieno e sincero egualitarismo. E questa è la sincera affermazione di chi da sempre, sebbene sul fronte eterosessuale (qualifica e sottolineatura irrilevante), sostiene la necessaria tutela dei diritti altrui come se fossero i propri, senza indossare mascherine utili a convincere i bempensanti o non offendere il sempre utile filo clericalismo.
Infine un’ultima considerazione a margine: è chiaro che la spinta propulsiva dello sfasciacarrozze è in fase calante. Forse non c’è mai stata in termini di sostanza. C’è stata una sua qualche forma, senza la necessaria concretezza. Pure astrazioni.
La politica del Sindaco ipercinetico che, in un impeto da ‘arrivista non ancora arrivato’, ha pensato di abbandonare il suo mandato a pochi anni dalla nomina e con largo anticipo, pare avere come connotato il nulla degli slogan rivoluzionari di chi vuole garantire il perenne immobilismo d’un paese reso immutabile dal nuovo che avanza sotto mentite spoglie.
Siamo ancora nell’era politica, seppure post berlusconiana, sempre imperniata sui format di chi vuole spacciare la simulazione per realtà?
Speriamo di no e che sia giunto il tempo di dimostrarci, finalmente, cresciuti, emancipati e resi immuni dal bisogno di affidare le sorti del nostro futuro a questi vecchi improvvisatori di spettacoli già visti.
P.S.: provocatorio appello a tutti gli elettori chiamati a subire nuove fascinazioni: piuttosto che votare un ibrido mutante, votate gli originali.





Le (di)visioni del centrosinistra

18 10 2012

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Lo scontro politico che si è aperto all’interno del Partito Democratico pare destinato a produrre un’unica certezza: comunque vada voleranno gli stracci e sarà inevitabile una scissione (o qualcosa di simile).
Il corpo estraneo del giovane guastatore neo-democristiano-di-sinistra, intenzionato a dare – a suo dire – una svolta epocale alla politica del partito, non potrà che generare sconquassi.
La distanza siderale tra il rottamatore e il segretario di quel che il primo, paradossalmente, continua a definire come suo partito, è quotidianamente contrassegnata da incessanti fratture, doglianze, lamentele, prese di distanza, contestazioni. Ogni pretesto è utile e valido.
Se in altri paesi, nei grandi partiti ad impronta maggioritaria,  è più che normale la coesistenza di diverse anime, spesso collocate su opposti estremi, in Italia tutto questo – anche a causa dell’adozione d’un sistema che mal si concilia con le ambizioni personali dei mille nascenti capetti che vogliono comandare sugli altri – è un’anomalia sin troppo evidente e stridente.
Parliamo di scontro a distanza e non di confronto diretto perché, purtroppo, quest’ultimo aspetto è stato sin qui totalmente trascurato.
Ad oggi non risulta che tra le regole di democrazia interna se ne sia contemplata una per far sì che il contradditorio e la competizione potessero trovare un ‘terreno neutro’ dove dibattere le diverse e contrapposte idee per il futuro. Meglio il duello tutto giocato e interpretato a distanza.
Veniamo ai due scenari possibili che interessano più da vicino il Partito Democratico.

Ipotesi 1: il rottamatore vince le primarie. La rivoluzione degli assetti interni al partito, nei mesi successivi alle primarie e immediatamente precedenti alle elezioni, dovrà trovare compimento attraverso non si sa bene quali strade.
Il rottamatore sfiducerà definitivamente i vertici del suo partito? O manterrà in piedi l’attuale segreteria e l’assemblea nazionale?
Quanto di quell’elettorato, incarnato da iscritti, militanti e dirigenti sarà a quel punto disposto a seguire il guastatore nella sua impresa?
Con quali altre forze potrà trovare possibili punti d’incontro?
Pensa davvero di poter traghettare e trasporre tanti e tali consensi, in sede elettorale, da consentirgli di raggiungere una maggioranza autosufficiente?
E, soprattutto, il continuo riferimento all’elettorato della destra da affascinare e sedurre significa portarlo su istanze di centrosinistra o temperare queste ultime tanto da renderle sovrapponibili e intercambiabili con le politiche della destra?
In sostanza, quando parla dei delusi sull’altro fronte, a cosa riconduce questa loro disaffezione? Pensa davvero di poter persuadere chi, in quell’ambito, ha dato il suo consenso ad una rappresentanza con piena e assoluta consapevolezza sulla loro vera natura e identità? È saldamente convinto di poter ereditare, senza perdita d’identità e senza alterazioni, tutti i convinti proseliti del berlusconismo?
L’orizzonte del rottamatore, che per ora non ha manifestato con chiarezza la sua linea politica e la sua collocazione, sembra più destinato ad un’unica, sin qui non dichiarata, evoluzione: alcuni inequivocabili segnali lo (pro)pongono come gradito erede d’una continuità politica imperniata su un centrosinistra mutante e allargato a frammenti di Fli, Italia Futura e del Pdl in liquidazione totale, disposti a sostenere la cosiddetta ‘agenda’.
Sinora alcune truppe sono rimaste in assetto d’attesa dell’esito finale (c’è pur sempre qualcuno che ama restare alla finestra) e sono stati solo alcuni i primi timidi avanguardisti migranti da un versante all’altro: ex finiani, ex rutelliani, ex cattodem, per citare alcuni esempi.
La prevedibile implosione del Partito Democratico dovrebbe, contestualmente, poi generare casi analoghi su altri versanti.
A quel punto due le possibili evoluzioni: 1) la vittoria elettorale si realizza perché, in buona misura, anche erede del passato (pronto a cercare riparo sotto stendardi resi consimili); 2) l’irresistibile prevista e certa vittoria elettorale del centrosinistra viene messa in discussione da un pareggio o dal mancato raggiungimento d’una maggioranza in grado d’esprimere un governo di stabile durata.
In tutti i casi il Big Bang è assicurato.

Ipotesi 2: il segretario vince le primarie. Il candidato naturale del maggior partito vince e, sulle radici politiche, storiche e culturali del centrosinistra, innesta l’ormai irrinunciabile rinnovamento d’una classe dirigente che ha urgenza e bisogno di nuovo ossigeno. Il patrimonio da cui poter attingere sarà costituito da quella linfa vitale che garantirà la sua partecipazione attiva.
I rottamatori hanno, a quel punto due strade: 1) l’auto-rottamazione; 2) alla prima occasione utile, approfittando d’un qualsiasi – per loro – valido pretesto, rompono con il Partito Democratico e danno vita al nuovo che avanza dall’esperienza delle primarie.
Anche in questa circostanza il Big Bang è garantito.

Morale della storia: se prevarrà il rottamatore, ora ammansito nel riconoscere l’oscenità della sua stessa definizione, io – per quel che conta – non lo sosterrò col mio voto confuso e indistinto tra quello degli aggregati.





Le 54 cose che non sapete di Renzi

17 10 2012

Dalla Rassegna(ta)  Stampa della Camera dei Deputati: Le 54 cose che non sapete di me

54 ‘cose’ che potevamo far a meno di conoscere…

Il Signorino Margherita è decisamente il nuovo “re dell’ovvio”.

Sindaco itinerante che vuole risultare simpatico e popolare a tutti i costi. Anche a rischio di diventare, per l’ossessiva onnipresenza, antipatico e impopolare (o populista?).

Voto: Banale 5.





Svelato il mistero del presunto occhio alieno

17 10 2012

Trattasi di mammifero appartenente a razza autoctona di un’aliena realtà sedicente padana: aveva l’occhio più grande della pancia!