Signorino Margherita…

22 09 2012

Signorino Margherita

Signorino Margherita… Permette alcune domande?
Come preannunciato si sta scatenando (non da oggi) lo stuolo dei ‘moralizzatori del moralizzatore’.
Stanno emergendo, non senza apparenti ragioni, dubbi e giusti rilievi che si possono e si devono sottoporre alla cortese attenzione dell’ “arrivista non ancora arrivato”.
Vista e considerata l’immagine che la politica sta fornendo di sè, in questa continua deriva degli affari (propri) e del malaffare, non sarebbe male sentir pronunciare alcune circostanziate risposte a queste contestazioni.
Su “Il Fatto Quotidiano” viene ripresa l’allegrezza del Renzi itinerante all’epoca della sua Presidenza della Provincia di Firenze.
A che pro, e cosa ha prodotto, tutta quell’attività ipercinetica degli incontri di rappresentanza istituzionale, tenutisi un giorno sì e l’altro no?
Qual è la giustificazione da contrapporre a chi l’accusa d’una – pare consueta – abitudine all’esternalizzazione di alcuni servizi, risultati anti-economici?
Ha agito seguendo gli stretti criteri e i principi di efficacia, efficienza ed economicità?
E cosa ha da dire a proposito del diffuso ricorso – sempre col beneficio del dubbio e sino a prova contraria – alle assunzioni per chiamata diretta?
C’è il sito Renzileaks che, da tempo, monitora il Signorino Margherita, oggi in corsa alle primarie. C’è, anche, il portaborse che ha postato diversi interrogativi sul suo operato.
Ha qualcosa da dire in merito?
Vuole avere la gentilezza di rispondere a chi pone normali domande su quest’iperattività e su questa smania che, dietro l’innegabile e ineguagliabile energia del supergiovane, pare nascondere un irrefrenabile desiderio di visibilità?
Sono le normali domande cui vengono sottoposti, nel sistema statunitense, i candidati alle Primarie.
Le piace o no quel modello? Mica può piacerle a frammenti o a piccole dosi!
Cosa fanno i candidati, democratici o repubblicani, in quei casi? Rispondono e si difendono dagli attacchi. Non reagiscono a colpi di minacce. Non brandiscono l’arma della querela contro tutti.
Anzi, sovente, come ben sappiamo, sono messi a nudo e radiografati in tutti i loro più piccoli aspetti e analizzando ogni minimo particolare.
Giusto per non avere poi amare sorprese e a garanzia della loro sicura affidabilità.
Nota finale, che non ha specifica attinenza con questo piccolo commento ma riguarda tutto l’osceno consumatosi nella Regione Lazio: d’ora in poi non sarebbe male conoscere le situazioni patrimoniali d’origine di chi si ‘butta’ in politica e quelle che maturano in corso d’opera.
Perché ogni volta sono “tutti ricchi di loro” e – guarda caso – “ladri del nostro”.

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3 responses

22 09 2012
icittadiniprimaditutto

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

22 09 2012
Sendivogius

Il bambino Matteo, sempre così sorridente e paciosamente appagato, mi dà tanto l’impressione dell’ennesimo candidato di plastica, confezionato dagli spin doctors del marketing applicato alla politica, con le sue “convensciòn” all’amerikana… i suoi ‘miti’ di cartone, veri come i capelli di Silvio, ripescati direttamente dalle soffitte degli anni ’80: da Top Gun a Beautiful… ci mancavano solo le figurine Panini e Veltroni l’accusava di plagio.
Tuttavia, ‘fare le pulci’ al candidato Renzi, come fa “Renzileaks”, credo sia inutile… Questo è un paese che ha votato un essere mitologico come il Pornonano di Arcore: un personaggio che sembra uscito da una parodia di “Alan Ford” e una sceneggiatura bocciata per una versione porno dello sceneggiato “La Piovra”!! Con le migliaia di scandali, ladroni, e cialtroni matricolati che questo Paese eietta a ciclo continuo, uno come Matteo Renzi è fuori competizione.
Solo una larva politica come il PD e la sua ferale dirigenza può farsi mettere in difficoltà da una nullità come Renzi, che in circostanze normali avrebbe la consistenza e la durata di una bolla di sapone.

22 09 2012
Giovanni Maria Sini (gms)

Grazie Sendivogius.
Il sistema ‘amerikano’, ovviamente, piace sempre parzialmente scremato.
Se e quando, ispirandosi a quel modello, si cerca di capire e testare sino in fondo l’affidabilità d’un candidato, chiedendogli conto del suo operato, piace molto, ma molto, ma molto meno. Direi quasi nulla. Pari al nulla delle buone intenzioni.

Voglio dire la mia

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