Nelle segrete (i)stanze

31 08 2012

Pizzarotti

Pizzarotti

Sono quasi trascorsi 100 giorni dall’insediamento del neo sindaco di Parma Pizzarotti.
Oggi su “Il fatto quotidiano“, in un’intervista all’interessato, emergono, seppur non è certo ancora tempo di bilanci, alcune prime disincrasie tra gli obbiettivi dichiarati e quelli da realizzare.
In particolare, le preannunciate novità epocali, sembrano scontrarsi col debito da centinaia di milioni che blocca tutti i progetti (la cui entità era ben nota).
Sulla qualità delle persone scelte, ovviamente, si potrà dare un giudizio a fine mandato.
Se consideriamo però che, per loro disciplina, i grillini, dovranno rispettare il limite dei due mandati, vedremo quanto riusciranno a realizzare. Per aspera ad astra (a cinque stelle o giù di lì).
Se, sul fronte nazionale, il grillismo non ha elogiato la scelta “tecnica”, su quello locale ne ha fatto ampia adozione.
Tra le novità epocali viene citata la pubblicazione delle delibere e delle determine dirigenziali (dicesi, ex lege, e nel linguagio corrente, Albo Pretorio Online) e l’intenzione di raccogliere le opinioni della cittadinanza in appositi forum (democrazia consultiva).
Staremo a vedere se e quanto troverà applicazione il frinire del Grillo Canterino.
En attendant…





Carlo Maria Martini e il fine vita: i limiti della condizione umana mortale

31 08 2012

Carlo Maria Martini

Un ricordo.





Gryllidae: il Gryllus Quinquies Sidera

31 08 2012

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Gryllus campestris (Grillo campestre, Grillo canterino)
È presente in tutta Italia dal piano fino ai 1500 metri, in ambienti piuttosto caldi, nei prati ad erbe basse, nei coltivi e nelle praterie dove scava gallerie nel terreno.

Acheta domesticus (Grillo del focolare, Grillo domestico)
Frequenta case ed edifici ma è divenuta specie alquanto rara in tutta Italia. Si ciba di sostanze in decomposizione ma può anche attaccare le derrate alimentari.

Melanogryllus desertus (Grillo nero)
Specie presente in tutta Italia e isole dalla pianura fino all’ ambiente montano inferiore. Si rinviene nei campi coltivati e nei prati aridi tra le crepe del terreno.

Nemobius sylvestris (Grillo dei boschi)
Vive al suolo dove è abbondante lo strame delle foglie morte, nei boschi termofili e nelle radure.

Oecanthus pellucens (Grillo arboricolo)
Presente in tutta Italia e isole dalla pianura fino alla collina e al piano submontano. E’ specie notturna e la si osserva su svariate piante, arbusti e alte erbe. Oecanthus pellucens è onnivoro e spesso si nutre di afidi.

Gryllus Quinquies Sidera (Grillo del Web, noto Beppe)
Apparentemente stanziale sul Web, sta cercando di colonizzare l’Italia, isole comprese.
È specie notturna e diurna, onnivora, onnisciente, onnicomprensivo. È il Re degli Onni.
Si ciba di larve, preferibilmente di stanza alla Camera o al Senato (qui predilige quelli a vita).
Attivo a qualsiasi ora, parrebbe coadiuvato da mosca perniciosa (tzetze) su grande ragnatela. L’importante è frinire!
In età adulta, appartato nella sua tana, dà vita a neonati grillini che sono gregari e vivono in gruppi comuni (meetup e quinquies sidera) con ruolo passivo e subordinato.
I grillini hanno l’illusione di contare, in base alla regola dell’uno-vale-uno. Ma, da soldati semplici, pur sempre meno del Capo, che interpreta, a suo piacimento, ed eventualmente per vie legali, il non-statuto della non-associazione.
Se in età evolutiva cercano di ritagliarsi un ruolo autonomo vengono colpiti da diffida.
Ecco alcuni esempi, secondo sermone, Amen:

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Filippo Boriani, consigliere al quartiere Saragozza di Bologna, avendo già svolto due mandati prima di quello corrente, è diffidato dall’utilizzo del simbolo del MoVimento 5 Stelle.
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A seguito delle iniziative intraprese contro il MoVimento 5 Stelle in Emilia Romagna, Vittorio Ballestrazzi è diffidato dal parlare in nome e per conto del MoVimento 5 Stelle e dall’utilizzo dei relativi loghi “Lista Civica 5 Stelle” e “MoVimento 5 Stelle”.
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Guido Fegatilli nel comune di Celano è diffidato dall’uso del simbolo del MoVimento 5 Stelle per il quale non ha ottenuto certificazione.
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Francesco Ferrara, assessore della giunta di centro-sinistra a Sondrio, non ha l’autorizzazione per l’uso del logo del Movimento 5 Stelle. E’ diffidato dall’utilizzarlo e dal parlare a nome del MoVimento 5 Stelle.
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A seguito delle iniziative intraprese contro il MoVimento 5 Stelle in Veneto, Davide Bortoletto, Franco Dal Col, Maurizio D’Este, Carlo Reggiani ed Erik Pozzato sono diffidati dal parlare in nome e per conto del MoVimento 5 Stelle e dall’utilizzo dei relativi loghi “Lista Civica 5 Stelle” e “MoVimento 5 Stelle”.
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Dal 23/02/2011, a seguito delle dichiarazioni e degli atteggiamenti totalmente contrari ai principi del Movimento 5 Stelle che il consigliere di Voghera Francesco Rubiconto sta adottando, da questo momento è diffidato dal fare dichiarazioni a nome del Movimento 5 Stelle di cui non fa più parte.
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Paola Miani a Ravenna è diffidata dall’uso del logo del MoVimento 5 Stelle e da sue derivazioni per attività diverse da quelle concordate con il gruppo consiliare comunale del Movimento 5 Stelle di Ravenna.
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Agostino Formichella, Maurizio Penna, Raffaella Fanelli di Torino sono diffidati dall’uso del nome, del logo e dell’immagine del MoVimento 5 Stelle.
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Il Gryllus Quinquies Sidera, in attesa di deporre nuova specie nei due rami del Parlamento, da gestire con disciplina di matrice iraniana (si presume), ed eventualmente da scomunicare in seguito, continua il suo incessante lavorio.
Si teme che, prima o poi, qualche ragno malefico mangerà lui e la nostra democrazia.
Diffidate di chi diffida.





L’invasato del web.

30 08 2012

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Lo strillone dell’era digitale ama(va) come chiusa dei suoi componimenti per voce sòla (alla romana!) un preveggente: “Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere”.
In sintesi: “Addavenì Buffone!”
Dopo l’uomo medio dei media divenuto Presidente del Consiglio; l’ex magistrato poliziotto a capo di quell’Italia dei (porta)valori che, senza guardare alcune nefandezze realizzatesi al suo interno, ha la spudoratezza e l’ardire di censurare la Casta, di cui è parte ad ampio titolo; ecco giunta l’ora dell’invasato della (sua) web democracy dove il comando significa imposizione.
Dalla potenza dei ponti ripetitori a quella dei tonti ripetitori.
La massa plaudente, che spesso tutto metabolizza, resta in attesa dell’avvento del nuovo Conducător.
L’antagonismo di Renzi, l’ovvio dei popoli, per oggi non è pervenuto. Gira la ruota e compra una vocale.
Buon diluvio a tutti!





Castelli di sabbia.

18 08 2012

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Un ex ministro d’una sedicente entità straniera, che ha esercitato le sue funzioni sul suolo italico, ha dichiarato d’aver trascorso vacanze all’insegna del risparmio.
Ecco il suo ricordo:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1J373T

Io ricordo un’altra storia:
http://www.brianzapopolare.it/sezioni/politica/castelli_tiene_famiglia_2001ott17.htm
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/btestiatti/3-02955.htm





La grillaia: centu concas e centu berrittas.

7 08 2012

La grillaia: centu concas e centu berrittas [*].

            In Italia c’è dunque, secondo la gran parte degli analisti, dimentichi di analoghi trascorsi italici, un nuovo (?) “non movimento”, che oscilla tra l’anarchismo, il qualunquismo, il pressapochismo e il democratismo, questa volta, d’impronta digitale: è la grillaia, che ha sede sociale all’indirizzo www.beppegrillo.it.

Si tratta, a ben guardare, di un fenomeno attraverso il quale una minoranza ben organizzata, con stretti vincoli tra i suoi membri/ideatori, riesce ad imporsi su una maggioranza disorganizzata.

Questo archetipo di web democracy e l’enfasi del “tu sei rete” (ancor prima che individuo), cioè tu sei “massa” (indistinta) eterodiretta da una determinata e determinante èlite, trova la sua celebrazione sul blob-blog, a struttura apicale, al cui interno è concesso spazio, circoscritto e per voce sola, grazie al quale ciascuno può postare il suo isolato commento (a margine), senza ricevere risposta alcuna e senza reale interazione.

I desideri autocelebrativi, la voglia di protagonismo (seppur senza uditorio), risultano comunque soddisfatti.

Poco importa se c’è una lontananza siderale con il brainstorming o qualsiasi altra forma di partecipazione attiva.

Nella sede sociale della non associazione c’è un unico titolare che decide tutte le priorità ed apre le porte ai suoi convitati. In pratica un ristrettissimo “tinello” della Pallacorda.

La struttura di questa sede sociale è, quindi, di natura verticistica. Così pure l’ambito democratico che in quel contesto si consuma e si esprime per linee verticali.

Nulla di più, né di diverso rispetto alle forme partito (de)formatesi nell’ultimo trentennio.

Pochi decidono su molti.

La democrazia è pressochè defunta, a favore di tenaci e durature (o nascenti) oligarchie che tutto decidono e determinano. L’arretratezza culturale di queste forme-partito, la loro distanza abissale dalla cosiddetta società civile e la disaffezione di quest’ultima ne sono testimonianza.

Qualcosa di molto distante e distinto, quindi, da un’autentica condivisione/partecipazione democratica: tant’è che, per tornare alla “grillaia”, di tanto in tanto, compaiono scomuniche, diffide, epurazioni, verso chi “non ha titolo” all’utilizzo del logo o del faccione del Grillo o si discosta dalla linea tracciata nel “non statuto” made in Casaleggio.

Insomma è la transizione dalla leadership alla rulership. Dal comando come guida, al comando come imposizione.

E’ un po’ come se scambiassimo per democrazia la versione social di Khamenei. E su questo, sarebbe interessante sentire la versione dell’ormai mitico “cuggino”.

E’ il prevedibile passaggio dal male in peggio, in nome d’una ipotetica e salvifica (demo)crazia – anche qui, però, l’elemento (potere) prevale sul primo (popolo) – sempre gestita come forma controllata e sotto dominio.

In questo scenario, che cerca di catalogare la “rete” come (id)entità unica e non multiforme e corale, facile ipotizzare quale generatore di caos potrà sortire da un esito elettorale, in virtù del quale, democraticamente, una più o meno nutrita ed eterogenea “pattuglia” (presentata come uniforme) approderà in Parlamento (definitivo punto d’arrivo della “non associazione”).

Un esercito di Scilipoti, laddove il criterio dell’eligere (della selezione preventiva), è destinato ad imbarcare di tutto e di più?

Come nell’esperienza dell’avanguardista Di Pietro (oggi neo antagonista tutto proteso ad evitare emorragie elettorali in questa direzione).

E’ il proverbiale “centu concas, centu berrittas”.

I primi segnali sono già emersi all’indomani delle ultime amministrative e proliferano, gradualmente, in seno a quei meetup, al cui interno qualche spirito più libero e necessariamente indisciplinato comincia a mettere in discussione i meccanismi interni d’un pluralismo democratico tutt’altro che indiscutibile.

Le “centu concas e centu berrittas” hanno, inoltre, dato ampia dimostrazione di quante e quali contraddizioni possano esistere su questioni importanti.

Due esempi. Sull’articolo 18 il blog è lieto di accogliere a braccia aperte le tesi di Landini e, come contraltare, la Casaleggio Associati, per tramite di Enrico Sassoon (think tanker?), risulta più possibilista e aperturista: “L’attuale vicenda della riforma del lavoro è un caso esemplare. Se il mercato del lavoro è rigido e bloccato occorre modificarlo introducendo maggiori gradi di flessibilità. Certo, con le opportune garanzie per evitare gli abusi, ma va modificato. In tutto il mondo maggiore libertà di licenziare coincide con maggiore disponibilità ad assumere perché è tutto il processo di occupazione che diventa più dinamico. Vale per imprese e organizzazioni di qualunque dimensione. Perché averne paura?”.

Altro esempio: sul riconoscimento giuridico di tutte le unioni e l’estensione dei diritti civili, a far da controcanto all’intemerata di Grillo a Rosy Bindi, ci pensa l’attivista Francesco Perra con un: “A quel punto potremo anche sposarci in tre, potremo sposarci anche col nostro animale”.

Ce n’est qu’un début, continuons le combat!

Li vedremo in Parlamento, sarà un piacere.


[*] Tante persone, altrettante idee. Berritta è il copricapo nero in orbace caratteristico di tanti costumi sardi.