Silviettino Craxusconi

11 03 2011

  Con questa bella controriforma sulla Giustizia non ci sarebbe stata Mani Pulite.

Così per il nuovo ibrido Silviettino Craxusconi – divenuto dal 1992 orfano dei suoi referenti politici – l’autentico problema, che ha poi prodotto lo stato di necessità della discesa in campo, era e resta la Magistratura, non certo Tangentopoli.

Da (im)prenditore avvezzo ai padrinaggi, in ambito edilizio ed editoriale, Tangentopoli era e resta normale prassi: una sorta di Monopoli, una consolidata abitudine, per far funzionare un sistema che, per sua natura, necessita d’essere frequentemente oliato. Ieri e oggi.

Che problema c’è, per esempio, se Denis Verdini, coinvolto nello scandalo degli appalti per il terremoto a L’Aquila et similia, viene ancor oggi individuato come coordinatore unico del Partito del Livore?

Nessuno. E’ tutto in perfetta armonia con i reduci e i nostalgici della Prima Repubblica che, per voce di Dell’Utri, affermano: “Essere indagato non è una questione dirimente”. Da che pulpito!

Proprietà transitiva esige, poi, che l’essere condannati in vari gradi di giudizio sia ancor meno dirimente. Pinzellacchere, minuzie, quesquilie, puntigliosità che interessano solo la solita Magistratura e le persone perbene che inspiegabilmente inorridiscono davanti a tanto e tale malaffare.

L’ormai evidente tentativo di restaurazione, in campo politico e culturale, ha così prodotto, seppur con grande ritardo e rammarico, da parte degli interessati, questo bel progetto di porre sotto tutela un organo che, secondo Costituzione, dovrebbe restare incardinato su irrinunciabili principi di indipendenza e autonomia.

L’asse ereditario che si dipana da Craxi a Berlusconi, passando per vecchi e nuovi affaristi, che oggi annovera anche la Lega, parimenti famelica e ladrona, tra gli altrettanto esperti e scafati adepti, cerca oggi il suo riscatto, seppur tardivo.

Non c’è alcun senso di vergogna da parte di tutta quell’intera schiera di politici, giornalisti, intellettuali, che, all’epoca, recitavano il ruolo di opportunisti cannibali, parricidi e retroguardie desiderose di salire alla ribalta, ed oggi rivendicano la piena eredità d’una classe politica passata alla storia più per ignominioso ladrocinio che per meriti.

Anche per questo, davanti ad una così brutale arroganza d’un potere che vorrebbe spadroneggiare incontrastato, senza limiti, senza contrappesi, senza regole da rispettare, senza legalità, senza decenza, il richiamo per ciascuno di noi dev’essere quello di salvaguardare la nostra Costituzione da qualsiasi desiderio eversivo.

Perchè l’importante non è solo che un politico non Ruby…

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