The B-side: n’anomalia italiana

10 03 2011

Verrà un tempo in cui la mediocrità di questi anni sarà storicizzata come merita.

Ci sono epoche che tardano a finire e noi – tutti – viviamo in questo clima d’immobile, perenne attesa.

La storia dei prossimi decenni irriderà l’attuale era della politica retriva, l’etica (?) dell’impolitico che, a fasi alterne, orienta e incarna il pensiero qualunquista, lo cavalca e lo enfatizza declinandolo a unanimismo carismatico e che sembra affermare: “io sono come voi e voi siete come me”.  In buona sostanza tutti livellati verso il basso.

Un nanismo politico che si rivelerà tale, nonostante le lenti deformanti dell’informazione presa a servizio, le gigantografie di tutti quei luogotenenti (ex nullatenenti o ex colonelli usi a obbedire) che ogni due parole pronunciano il rituale: “il governo del Presidente Silvio Berlusconi…”.

I portavoce (perché di questo si tratta, esistendo solo libertà di pensiero unico amplificato) hanno l’obbligo categorico di citare, sempre, il Supremo Gerarca.

Ci sono una serie di costanti in un linguaggio, come da protocollo, ripetitivo e perciò ossessivo. Evidente prassi figlia e generatrice di indottrinamento. D’altro non si tratta.

Ora, per citare una prima pagina del quotidiano Reporter (su cui scriveva un certo Piero Dall’Ora, che come il suo Capo, prima soggiaceva ad altro dominus imperante) dedicata al Ministro della Difesa Giovanni Spadolini sulla vicenda Sigonella e di cui conservo copia e memoria, torna (e ne ha tutto il diritto, pari al nostro di non guardarlo neanche di striscio) il panzer che, da allora ad oggi, continua a recitare il ruolo del “Servo vostro”. E, anche qui, si è liberi di servire e difendere l’indifendibile.

L’osceno scenario d’un unico, indefesso ottimista che “va avanti”, il rinnovato decisionismo in chiave berlusconiana, erede – non a caso – di chiara matrice craxiana, si esibisce in un liberalismo (?) muscolare e in un desiderio di resa dei conti finale, con figuranti chiamati a  tenere bordone.

La Lega, fagocitata, diventa simbolo ed emblema della rinata partitocrazia occupatutto.

Il Supremo Gerarca svela il suo vero volto e appare chiaro che, per salvare sé stesso (altro che persecuzione!), ha usato la destra e la Lega.

In estrema sintesi: è salito su un tram. Non ha solo pagato il biglietto. Si è comprato i mezzi.

Comme d’habitude.

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