Il Residente del Consiglio e il governo del fare (i cazzi suoi)

9 12 2010

Siamo arrivati a -5 giorni dal 14 dicembre. L’esito appare incerto. E’ probabile che, seppur di stretta misura (il ricettario della politica catalogherà il tutto con la formula q.b.), il governo del (malaf)fare otterrà la rinnovata fiducia.

Dopo l’insensato rogo contro qualsiasi ipotesi “ribaltonista” ecco che il governo si appresta a ricevere il sostegno da parte di una piccola (ma determinante) armata di trasformisti, che espletano giustamente le loro funzioni senza vincolo di mandato, seppur spinti da famelica cupidigia e dal desiderio di assurgere ad altro (alto) grado rispetto al loro essere signori nessuno.

L’arruolamento della nuova accozzaglia di signori nessuno (destinati a divenire ex-nessuno come molti altri, ma pur sempre nessuno, soggiacenti agli ordini di un unico e incontrastato dominus) punta in varie direzioni: si va dai radicali d’accatto (distanti anni luce da ciò che era e rappresentava, nei miei anni migliori dedicati alla militanza in quel partito, ormai irriconoscibile e trasfigurato), passando per qualche ex di qualcos’altro (ex UDC, ex LEGA, ex PDL, ex PD, ex IDV, ex API, MISTI), attraversando la Südtiroler Volkspartei sempre pronta a puntellare i governi di turno in cambio di concessioni (più fondi al Parco Nazionale dello Stelvio e maggiore autonomia e fondi per la Provincia Autonoma di Bolzano) destinate, magari, a diventare carta straccia, per approdare all’integerrima Italia dei (porta)valori di Di Pietro (non è ben chiaro da quale lotteria paesana abbia estratto tanti candidati ondivaghi).

In sintesi si cercano, ossessivamente, le solite “troie di regime” disposte e pronte a vendersi al miglior offerente.

Poco importa se questo misero Paese rimarrà condannato a restare sotto sequestro da parte di chi ha l’immarcescibile interesse a farsi i cazzi suoi.

Non ci resta che sperare, in quel giorno o nei successivi, nella giusta ed equa decisione della Corte Costituzionale, chiamata – ancora una volta – a sancire se in Italia può e deve esistere e sopravvivere il principio della legge uguale per tutti.

Intanto, buon 14 dicembre a tutti: puritani e, ovviamente, troie di regime.

In attesa di un’Italia migliore.

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