Santoro sospeso per 10 giorni: il Marchese (De Sade) Masi censura la metafora.

13 10 2010

La metafora.

Le violazioni, secondo il Sado Masi:

1) L’uso del mezzo televisivo a fini personali;

2) Un attacco diretto e gratuitamente offensivo al direttore generale, per una circolare a garanzia dell’equilibrio all’interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Consiglio di amministrazione.

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3 responses

15 10 2010
Luca

Ti chiedo perdono caro Giovanni Maria, ma sfrutto il tuo blog per un commento che devo ad Alessandro* e che cerbero Mariniello non mi fa passare.

Spero non ti offenda.

@ Ale*
I “monopoli di seconda generazione” meritano comunque una riflessione, anche se ciò comporterà un OT, che spero Gabriele perdonerà.

A seguito dei decreti di liberalizzazione dei mercati (Letta, Bersani e smi) sono state identificate le attività componenti la filiera dell’energia elettrica e del gas. L’ultima disposizione normativa, il TIU (http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/07/011-07all.pdf), prevede 9 attività per l’energia elettrica e 11 per il gas. A seconda dell’attività e della grandezza del soggetto interessato è prevista la separazione societaria o contabile o funzionale.

Per il ragionamento sul monopolio a noi interessano solo gli ultimi due anelli della catena e cioè la distribuzione e la vendita.
Il distributore è colui che ci porta l’energia elettrica o il gas fisicamente a casa, il venditore è quello che ce la fattura.
Ad oggi siamo liberi di scegliere il venditore che ci pare (nella speranza di non prenderci una fregatura ovviamente). Il distributore invece opera in regime di concessione (ovvero di monopolio).

E’ ovvio che essendo in regime di monopolio la parte della tariffa che gli compete non è libera ma stabilita dall’AEEG (ad oggi è unica per l’energia elettrica e macro regionale per il gas), come sono stabiliti dall’AEEG gli standard minimi di servizio, nonché le regole e gli obblighi per le connessioni dei clienti finali e gli accessi per i venditori.

Tutto questo vale se abbiamo optato per un fornitore del mercato libero, altrimenti intervengono i così detti venditori di tutela (altro non sono, per ora, che le società di vendita collegate ai distributori) che sono obbligate a fornirci il vettore energetico ai prezzi di vendita stabiliti dall’AEEG.

E’ ovvio che in questi anni di diverse società di tutela hanno provato a fare le furbe applicando alcuni corrispettivi non dovuti o prezzi diversi da quelli previsti, ma l’AEEG (se ha ricevuto la segnalazione) le ha sanzionate. Inoltre l’AEEG ha cercato di promuovere al massimo la trasparenza e la conoscenza delle tariffe dovute (basta dare un occhiata al suo sito).
Garantisco che la mia difesa ad Ortis e all’AEEG non è dovuta a parentela o dipendenza, ma al fatto che è dal 2006 che sono in questo campo ed ho visto trasformarsi una jungla, non dico in una prateria, ma quantomeno in una savana 😉

Tornando ai distributori, sezione gas, quello che ci dovrebbe far riflettere è invece l’inerzia, se non addirittura l’ostativa, dei Governi (sia dx che sx) alle gare per l’assegnazione delle concessioni. Il decreto Letta (del 2000) prevedeva nel 2005 (con proroghe in particolare casi) il termine ultimo per procedere alle nuove (in molti casi prime) gare per la concessione della attività di Distribuzione e per la gestione e uso delle reti. A suon di leggi, leggine e mille proroghe siamo al punto che alcune scadranno al 31/12/2010 e altre (la maggior parte probabilmente) al 31/12/2012. Il paradosso è che ancora oggi mancano gli ATEM (ambiti territoriali minimi) che identificano quale comuni dovrebbero ricadere all’interno di una gara unica (e quindi con un unico concessionario)e i “bandi tipo” per le procedure di gara (previsti anche essi dalla normativa). Paradosso del Paradosso è che l’articolo 15 della legge 24 novembre 2009, n. 166 prevede come termine perentorio per la pubblicazione degli ATEM il 31/12/2012 (stessa scadenza delle concessioni) e inoltre sono previsti normativamente fino a due anni per procedere alle gare a partire dalla pubblicazione degli ATEM (sembrerebbe quasi un bel sistema per garantire 2 anni di “gestione di fatto” agli attuali concessionari). Paradosso del paradosso del paradosso è che attualmente non è chiaro se in assenza degli ATEM si possa a procedere alle gare (secondo il TAR e l’antitrust sì, secondo la corte dei conti della Lombardia no) e se in caso di affidamento attraverso procedure di gara, prima del 31/12/2012, queste siano da considerarsi attuate nel periodo “transitorio” e se quindi scadano naturalmente anche esse al 31/12/2012.

Sempre, ovviamente, nella speranza di non avervi tediato più del dovuto.

15 10 2010
gms

No problem!

20 10 2010
Giuseppe Rossi

Ciao Luca, sai cosa pensavo? Adesso dopo la sbragata sul lodo e su Lunardi questi non molleranno più neppure su Masi che finirà tranquillamente il compito di distruggere la RAI e di favorire spudoratamente Mediaset.

Voglio dire la mia

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