La società dei magnaccioni.

7 10 2010

Carlo Rossella (O’Hara), definito arbiter elegantiarum, al posto del più consono House Steward, in un’intervista pubblicata su “Il Giornale” (House Organ), si diletta a spiegarci che il new look scamiciato di Bocchino non è di buongusto.

Rossella (O’Hara) non si cura dei rozzi in giacca o in doppiopetto: trascura lo chic che si trasfigura nei gesti e nel linguaggio in kitsch.

Niente da dire, dunque, sulla “Pax romana”, tra l’Impero e i proconsoli romani in salsa leghista, che si è celebrata all’insegna della massima rozzezza.

Abbiamo assistito alla metamorfosi di una classe dirigente che si fa apparato (anche digerente).

Una perfetta rappresentazione della politica (del potere sempre più prepotere), che si presenta in maniera aderente alla visione e al giudizio diffusi: “E’ tutto un magna-magna” e che sottoscrive e certifica il comune sentire del “Sono tutti uguali”.

Non si tratta della solita critica radical-chic o di un’invettiva proveniente da quel che Stefano Disegni ha genialmente qualificato come “Atticismo militante” (qui e qui).

Si tratta di comprensibile disappunto e sbigottimento davanti alla politica dei “tarallucci e vino” che tutto risolve con un rutto liberatorio.

Non c’è più limite all’indecenza e all’imperturbabile giustificazionismo di tutte le enormità (del dire e del fare).

Ormai certa politica si manifesta e si (s)qualifica, al di fuori di qualsiasi metafora, come realmente è: dozzinale e arrogante.

Speriamo giunga presto la fine del decadente Impero Romano-Padano e che ciascuno di noi, sin qui rincretinito dalle sole chiacchiere e dal solito frastuono, si renda conto di quel che si nasconde dietro questi personaggi, ormai maschere sempre più oscene e penose.

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4 responses

8 10 2010
er6n1980

buona sera…le ho risposto più volte in merito sul sito di generazione italia sul caso “consolo-lunardi”
può gentilmente darmi maggiori delucidazioni? grazie

9 10 2010
gms

In pratica si è ricorsi ad un espediente per poter prendere ulteriore tempo e non assumersi l’onere di decidere sulla concessione o meno dell’autorizzazione a procedere verso l’ex ministro.
Nel dibattito svoltosi in tre sedute era emerso l’orientamento di sollevare un conflitto di competenza verso il tribunale di Perugia.
Ora si scopre che, in assenza degli atti che riguardano i coimputati, tra i quali il cardinale Sepe, alcuni esponenti della Giunta per le autorizzazioni a procedere, hanno evidenziato l’impossibilità e l’incapacità di pervenire ad una decisione.
Il rilievo è stato sollevato da Consolo.
Ora il problema è di questa natura: se e quando ci si propone di far valere il principio di legalità e di responsabilità, non possono esserci tentennamenti, dal mio punto di vista.
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/58020/Lunardi%3A_rinviati_gli_atti_al_Tribunale_di_Perugia.html
Nel post su “Garantismo o giustificazionismo?” ho inserito il resoconto della seduta del 6 ottobre scorso.

10 10 2010
er6n1980

il resoconto l’ho letto…

ora, non avendo in mano gli atti inviati dalla procura, non posso esprimermi..
ovviamente, se non dare l’ok quando la documentazione sarà completa, ci sarà da riflettere su chi ha seguito Fini su questa barca..

già ho espresso parere negativo su moffa, ronchi e menia (troppo berluschini per mio conto)

10 10 2010
gms

Atteggiamento pilatesco, mi verrebbe da dire…
che declina ogni responsabilità e non riporta nessuno a rispondere delle proprie colpe e/o responsabilità, oppure sancire la sua totale estraneità e candore.

Voglio dire la mia

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