Migrazioni: la democrazia appaltata all’assolutismo.

20 09 2010

L’Europa, unita (?) negli aspetti finanziari – molto meno in quelli politici – continua a dare segnali di divisione.

Il progetto di Costituzione europea è naufragato dopo la mancata ratifica da parte di Stati membri (im)portanti.

La stessa unione monetaria assai spesso mal si concilia con politiche economiche di forte orientamento protezionistico.

Le sovranità e gli egoismi nazionali hanno, di fatto, precluso e ucciso la nascita degli Stati Uniti d’Europa.

In questi giorni, l’assenza di politiche comuni, su questioni epocali e di grande rilevanza, ha aperto un nuovo conflitto che François Sergent nel suo editoriale su Libèration così sintetizza: “Sarkozy, Bresson (ministro dell’immigrazione) e Hortefeux (ministro dell’interno) non possono essere i soli ad avere ragione. Il papa, l’ONU, il Parlamento europeo, la Commissione europea, Washington e anche il minaccioso Lussemburgo hanno condannato la politica della Francia verso i Rom. Solo Berlusconi e il suo alleato ultra xenofobo Lega Nord hanno garantito il loro sostegno al capo di Stato. Sarkozy è diventato nello spazio d’una estate il Presidente che restringe e contravviene a tutti i principi etici e giuridici dell’Europa”.

Come non ricordare, allora, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che – articolo 18 – a proposito del diritto di asilo, recita:

“Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato che istituisce la Comunità europea”.

E sulla protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione – articolo 19 – proclama:

1. Le espulsioni collettive sono vietate.

2. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”.

E, ancora, sulla non discriminazione, articolo 21:

1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

2. Nell’ambito d’applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull’Unione europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi”.

Ed infine – articolo 22 – sulla diversità culturale, religiosa e linguistica sancisce: “L’Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica”.

Carta straccia?

La triste realtà ci riporta alla cecità delle classi governanti totalmente inadeguate.

La portata epocale di fenomeni, sinora circoscritti, che non siamo in grado di gestire e fronteggiare, non potrà che produrre danni irreversibili per il nostro domani.

Il continuo ostracismo, il malsano desiderio di soddisfare l’assolutismo, il sentirsi parte d’un proprio mondo, esclusivo e privilegiato, per sua natura isolato dal resto, incapace di darsi e intravedere orizzonti più larghi, non potrà che generare ulteriori mostri e mostruosità.

Le farneticanti equazioni di chi sempre riconduce il fenomeno immigrazione quale sinonimo di clandestinità, illegalità, delinquenza e che negano – a priori – l’altrui dignità umana, saranno, in futuro, causa della negazione della nostra sopravvivenza.

L’illusione di vivere in un’epoca immobile, l’incapacità di risalire all’origine e alle cause delle disparità, apriranno un baratro, oggi sulle altrui esistenze, domani sulle nostre.

P.S.: per avere idea dei numeri reali e dei pregiudizi: Conferenza Europea sulla popolazione Rom (Stima European Roma Rights Centre – 2008)

ROM SINTI

MAX

POPOLAZIONE

TOTALE

% ROM-SINTI SU POP. TOTALE
GRECIA 200.000 10 MILIONI 2%

20 OGNI MILLE ABITANTI

SPAGNA 800.000 45 MILIONI 1,8%

18 OGNI MILLE ABITANTI

FRANCIA 340.000 61 MILIONI 0,6%

6 OGNI MILLE ABITANTI

ITALIA 140.000 56 MILIONI 0,25%

2 OGNI MILLE ABITANTI

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